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Blind trust? Salerno merita di vederci chiaro

Al di là del trust, Salerno avrebbe meritato più chiarezza fin dal principio

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Sarà il trust la soluzione al giallo del mese di giugno 2021 che agita i sonni dei tifosi granata? La risposta è no.

Il punto è un altro, però. La Salernitana e Salerno meritavano di godersi pienamente la gioia per la promozione in serie A ed invece di tutto si parla tranne che della programmazione tecnica in vista dell’impegnativo e prestigioso campionato che attende i granata.

Nulla di nuovo, in fondo. Da anni si parla di multiproprietà e Noif e menomale!

Fossimo stati distratti, ci fossimo trasferiti per qualche anno su Marte, ora come ora non avremmo una corazza, una preparazione ad ampio raggio, e la pazienza necessarie per affrontare – e sopportare – questa situazione di incertezza. Si procede al buio da settimane ormai. Non ci riferiamo ai proprietari della Salernitana, che in cuor loro da tempo sapevano cosa fare una volta raggiunta la serie A, ma alla città, ai tifosi, agli appassionati, a tutti coloro che vorrebbero notizie certe, rassicuranti, chiare.

Nulla di tutto questo, per ora. L’unica cosa che da più parti è filtrata con insistenza è che la proprietà della Salernitana stia- forse, però, sarebbe meglio dire abbia in passato – pensato al famoso trust sulla scorta di quanto fatto da Ferrero con la Sampdoria.

Che la società doriana non se la passi bene, che il suo presidente abbia fatto ricorso ad un trust per preservare il bene, stabilendo un valore minimo per l’eventuale cessione, è un fatto noto. Non si riesce a capire dove sia la novità né che cosa c’entri la Salernitana, che, nella forma o nella sostanza, ha un pacchetto azionario diviso a metà tra Marco Mezzaroma e la famiglia Lotito, il cui capostipite, Claudio, se su Marte non ci hanno raccontato schiocchezze, è anche il proprietario della Lazio.

Proprio in ragione del fatto che Lotito Claudio controlli la Lazio la Figc lo ha invitato (contrariamente alla Lega A che non ha esteso l’invito alla Salernitana per l’assemblea del 7 giugno, quasi a metterla alla porta prima ancora che mettesse piede nel salotto buono del calcio italiano e la cosa un po’ di imbarazzo dovrebbe suggerire a qualcuno) a togliersi da una situazione scomoda, senza precedenti ma al tempo stesso regolamentata. Ci sono le Noif, ma molti fanno finta di niente. Gravina, presidente della Figc, dovrebbe accettare le soluzioni proposte da Lotito solo perchè, a detta di qualcuno, tollera altre situazioni non proprio regolari e trasparenti, su tutte, ora, il trust della Sampdoria (ma Ferrero non ha, comunque, partecipazioni in altri club).

Eppure, bisognerebbe aspirare a situazioni chiare, cristalline, lineari, regolari, trasparenti, inattaccabili invece di spingere, caldeggiare, “tifare”, per soluzioni ardite che, in punta di diritto, potrebbero pure essere valide a patto che Lotito risolva a monte la questione multiproprietà (magari cedendo la Lazio), ma che mettono in crisi certi valori, in primis queli etici e sportivi.

La sensazione è che a qualcuno sfugga la circostanza più importante e che cioè ad oggi la Salernitana non abbia i requisiti per essere iscritta al campionato. Da due imprenditori seri ed affidabili, che hanno manifestato anche sentimenti di affetto per la piazza di Salerno, ci si sarebbe aspettato maggiore celerità e chiarezza nel risolvere la questione. In questa vicenda si scontrano l’interesse privato dell’imprenditore e quello sportivo e sentimentale del tifoso. Entrambi hanno diritto di cittadinanza, ci mancherebbe, ma pensiamo che possano essere contemperati trovando la soluzione che accontenti gli attuali patron e consenta ai tifosi di dormire sonni tranquilli per un futuro roseo. Possibilmente a lungo in massima serie.

Intanto, diamo a tutti la possibilità di farsi la propria idea sulla materia con queste nozioni tratte da netinbag.com:

Che cos’è un Blind Trust?

Un trust cieco è un tipo particolare di trust in cui l’esecutore o un altro tipo di terzo fiduciario responsabile è abilitato ad amministrare l’attività del trust senza alcun contributo da parte del beneficiario. Oltre a garantire la piena discrezione della direzione, la fiducia cieca impedisce anche all’amministratore di fornire al beneficiario tutte le informazioni sulle operazioni quotidiane della fiducia.

I trust ciechi possono essere molto utili quando un individuo desidera evitare qualsiasi conflitto di interessi a seguito di beni aziendali. Trasferendo i beni in questione in un trust cieco e concedendo il controllo dei beni all’esecutore o a un amministratore attraverso una procura, è possibile tracciare una linea chiara tra le partecipazioni correnti e gli sforzi per acquisire ulteriori interessi commerciali. Poiché l’amministratore non è libero di discutere della gestione di alcun bene all’interno della fiducia cieca con il proprietario, non vi è alcuna possibilità di poter utilizzare i beni al fine di garantire ulteriori proprietà o altri profitti.

Un trust cieco è utile anche quando un creditore desidera stabilire un trust per un beneficiario, ma desidera che il beneficiario non abbia accesso alle partecipazioni contenute nel trust. Ciò può anche essere utile, poiché il beneficiario non sarebbe ostacolato da un conflitto di interessi e sarebbe libero di perseguire altre forme di investimento finanziario, senza alcun dubbio sulla sua integrità. Il fiduciario mantiene la capacità di riguadagnare il controllo dei beni e sciogliere la fiducia cieca, con la procedura esatta di solito articolata nei documenti che stabiliscono la fiducia.

I politici trovano spesso che una fiducia cieca sia un mezzo eccellente per gestire i beni personali. Questo è particolarmente vero quando si è in corsa per un ufficio o si accetta un appuntamento per responsabilità che coinvolgono l’amministrazione di fondi governativi nel settore privato. L’accordo garantisce che il politico non sarà in grado di impegnarsi nell’acquisizione del guadagno personale a seguito della sua posizione ed elimina le speculazioni su eventuali conflitti di interesse.

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Classe '76, non sempre è nervoso.