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L’avvocato Colucci: “Trust, questione etica più che giuridica: credibilità ed indipendenza sono elementi indispensabili”

L'analisi della situazione da parte dell'avvocato Michele Colucci: ora serve credibilità e rispetto delle regole e delle indicazioni della Figc per far sì che il trust possa essere accolto

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L’avvocato Michele Colucci è un esperto nel campo del diritto sportivo. Presidente onorario dell’associazione “Avvocati dello Sport”, è da anni membro della Commissione Fifa che si occupa dei trasferimenti e delle controversie internazionali tra club e calciatori. Solosalerno.it lo ha contattato per chiedergli lumi in merito alla “trattativa” Figc- Salernitana avente ad oggetto il trust. I legali dei proprietari del club granata dovranno presentare entro sabato un nuovo documento che sia in linea con le obiezioni mosse dalla Figc allo schema di trust presentato lo scorso 25 giugno.

Avvocato Colucci, lei che idea si è fatto della vicenda?

“E’ una questione di credibilità del sistema calcio in generale e degli attori della stessa nello specifico”.

Potrebbe essere diventata una questione politica ora?

“E’ innegabile che i rapporti personali e le vicende che intercorrono tra i protagonisti di questa insolita situazione possano incidere. E’ giusto, però, che le parti si muovano nell’ambito normativo”.

Il trust in sé la convince?

“Il trust è uno strumento che nasce nel diritto anglosassone per tutelare il bene dall’assalto dei creditori. Un po’ quello che ha fatto il presidente Ferrero con la Sampdoria. Nel caso della Salernitana c’è un altro intento che è quello di far sì che i proprietari si spoglino della proprietà per evitare il conflitto di interessi in ragione del fatto che Lotito è anche proprietario della Lazio”.

Dai rilievi mossi dalla Figc, si evince una bocciatura del trust presentato dalla Salernitana a suo giudizio?

“Premetto che non ho letto il trust presentato dalla Salernitana, ma che ho raccolto informazioni tramite gli organi di stampa. Non si tratta di bocciatura, questo va detto con chiarezza. La Figc ha teso la mano alla Salernitana, segnalando dei rilievi e delle obiezioni che, per quanto abbia potuto leggere attraverso le notizie di stampa, mi sembrano puntuali e pertinenti. Dico che la Figc ha teso la mano perché avrebbe potuto rimettere l’esame del trust al Consiglio Federale e, magari, in quella sede bocciarlo. Ora, invece, la Salernitana sa quali siano i rilievi e quali i correttivi da apportare e dovrà regolarsi di conseguenza”.

In pochi giorni si può correggere il trust?

“E’ il tempo assegnato, dovranno dirlo i legali della Salernitana se sia possibile o meno apportare le correzioni suggerite dalla Federazione. Voglio precisare che il caso della Salernitana è unico e farà giurisprudenza, ma la multiproprietà è una tematica nota da tempo. All’estero ci sono tanti esempi di multiproprietà internazionali, come la Red Bull o le squadre controllate dai proprietari del Manchester City. Qui, però, siamo dinanzi ad una particolarità perché non solo si tratta di multiproprietà all’interno della stessa federazione, ma ora anche dello stesso campionato”.

Si poteva fare qualcosa di più per evitare questa situazione?

“La Figc applica le norme che regolano l’ordinamento calcistico, ma chiaramente il problema era noto da anni. Tutti noi sapevamo che fosse solo questione di tempo e che prima o poi il famoso bubbone sarebbe scoppiato. Diciamo che si poteva fare di più, ma mi permetta di dire una cosa in particolare…”

Prego…

“E’ un peccato, davvero non trovo una parola più adatta, che la Salernitana si sia ridotta all’ultimo istante per risolvere la situazione. Se aveva deciso di presentare il trust, magari poteva agire per tempo. Per fortuna, ripeto, la Figc le ha concesso altri giorni per sistemare le cose e spero e sono convinto, conoscendo anche il valore e lo spessore dei professionisti che stanno lavorando, che la Salernitana offrirà alla Figc un progetto solido e credibile che metta la stessa Federazione nella condizione di decidere. Del resto, la Figc ha accordato altri giorni sia per venire incontro alla Salerntiana e sia per tutelarsi”.

In che senso?

“Se dovesse passare il trust, qualcuno potrebbe sollevare altre obiezioni. Ecco, la Figc ha detto alla Salernitana come agire per poter far sì che il trust sia credibile e che non ci siano rivendicazioni anche nei confronti della stessa Federazione da parte di altri club. Indicando una strada alla Salernitana, la Figc si è messa in una situazione di sicurezza giuridica per il futuro”.

Cosa pensa del trust nel caso specifico?

“Il trust è una questione etica prima ancora che giuridica, per questo sono fondamentali credibilità ed indipendenze sia economica sia gestionale. Bisogna fare in modo che il conflitto di interessi non sia né reale, né potenziale e nemmeno apparente. Di qui i rilievi della Figc di cui la Salernitana dovrà tener conto”.

Nel trust presentato dalla Salernitana si indicherebbe un tempo di sei mesi per la cessione. Si potrebbe chiudere anche prima una eventuale trattativa?

“Il tempo di sei mesi è indicativo, ma nulla impedisce che, in presenza di una offerta ritenuta congrua, la cessione possa concretizzarsi anche prima”.

La perizia circa il valore del club non è stata inserita nella documentazione del trust: giusto così?

“Diciamo che una perizia si poteva anche fare, visto che da tempo la Salernitana era orientata ad optare per il trust. Sarebbe stata utile per guadagnare tempo, ma si può ovviare senza problemi”.

La Figc ha mostrato perplessità sul numero dei trustee. Lei che dice?

“Mi chiedo anche io perchè indicarne due. In questo modo potrebbero sorgere dei problemi, meglio, come sostiene ed auspica la Figc, indicarne in numero dispari”.

Come finirà?

“La Salernitana ha tempo per presentare un trust conforme alle indicazioni della Figc. E’ un peccato che si sia ridotta all’ultimo istante, ma mi auguro e sono certo che saprà proporre un trust solido e credibile che garantisca indipendenza economica e gestionale ed escluda ogni conflitto di interessi”.

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Classe '76, non sempre è nervoso.