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La moviola di Napoli – Salernitana.

Direzione arbitrale ampiamente insufficiente, per il neo internazionale Pairetto.

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La quarta giornata di ritorno del campionato di serie A, ha visto scontrarsi Napoli e Salernitana in quello che è stato un derby – fin dalla vigilia – “anomalo”, soprattutto per la questione Covid, che ha letteralmente falcidiato la rosa a disposizione di mister Colantuono. Sul campo non c’è mai stata partita, nonostante la dedizione ed il sacrificio dei calciatori in maglia granata che hanno retto alla pressione avversaria fino ad un minuto dal duplice fischio dell’arbitro, il signor Pairetto di Nichelino.

È proprio all’ultimo minuto di recupero della prima frazione di gioco, che svaniscono i sogni di gloria dei calciatori ospiti anche e soprattutto per una decisione arbitrale che ha fatto storcere il muso a tutti gli addetti ai lavori, di fede granata e non. A tal proposito, questo editoriale si limiterà a parlare unicamente dei due episodi più “discussi”, che hanno generato confusione e polemiche tra giornalisti, tifosi e dirigenti. 

Passiamo alla moviola.

[Episodi Primo Tempo]

Al 47’ Elmas (N) ruba il pallone sulla trequarti avversaria e una volta giunto in area di rigore, cade a terra dopo un contatto con Veseli (S). Pairetto, ben posizionato, assegna un calcio di rigore a favore del Napoli ed ammonisce il difendente granata.

[CONSIDERAZIONI PERSONALI].  Il primo rigore concesso da Pairetto è una cantonata pazzesca. Trattandosi di una potenziale azione da rete (SPA) ha ammonito Veseli per una “spinta” , a mio parere del tutto ininfluente, al limite dell’inesistenza. Rientrano nella casistica degli interventi non genuini: spinte, sgambetti e tutte quelle azioni tendenti a non contendere il pallone. Abbaglio? Per quanto mi riguarda, assolutamente SI! In questa fattispecie il Var poteva intervenire? No – purtroppo – in quanto trattasi di discrezionalità dell’arbitro di campo sull’entità di un contatto tra due calciatori, dunque, parliamo di soggettività.

[Episodi Secondo Tempo].

Al 51’ Insigne (N) sfrutta un passaggio in profondità di un compagno, si invola in area di rigore avversaria e calcia verso la porta difesa da Belec (S). A frapporsi ,nell’occasione, c’è Veseli (S) che intercetta il pallone con il gomito sinistro, dopo che lo stesso gli rimbalza dapprima sul fianco. Pairetto, anche in questa occasione ben posizionato, non ha esitazioni e concede il calcio di rigore a favore del Napoli, esibendo il secondo cartellino giallo al difendente granata. 

[CONSIDERAZIONI PERSONALI]. Il secondo rigore assegnato, seppur molto, ma molto fastidioso da mandare giù per la dinamica dell’azione, è da concedere in quanto non conta assolutamente nulla il tocco precedente di un’altra parte del corpo, bensì la posizione delle braccia al momento del tiro in porta . Giusto anche il cartellino giallo, in quanto trattasi di tiro diretto nello specchio della porta.

In conclusione, al di là dei due episodi in questione, la direzione arbitrale è stata ampiamente insufficiente soprattutto se consideriamo il fatto che Pairetto è diventato “internazionale” dal primo gennaio di quest’anno. Promosso con riserva l’assistente numero 1 Longo: in occasione della prima rete del Napoli, è sbagliata la sua segnalazione di fuorigioco , successivamente corretta dalla sala Var. Elmas, seppur sulla linea di visione del portiere avversario Belec, è tenuto in gioco da due difendenti della Salernitana. Sufficiente, invece, la prestazione dell’assistente numero 2 Bottegoni, poco impegnato nell’arco dei novanta minuti.

Per quanto riguarda la prestazione dei due varisti Banti e Baccini, va sottolineato – come già fatto in precedenza – che è giusto il loro “non intervento” riguardo alla concessione del primo calcio di rigore assegnato al Napoli. Così come risulta giusto, il loro intervento in occasione della prima rete inizalmente  ed erroneamente annullata agli azzurri, dall’assistente Longo.

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- Luca D'Urso - 11 agosto 1991, Salerno - Ex arbitro di calcio a livello nazionale - Appassionato di musica rock, sport e cucina - Citazione arbitrale preferita: "Vedere, decidere, dimenticare" [Roberto Rosetti]