Home Editoriale Orazio Accomando (Dazn): «Diavolo… che Salernitana»

Orazio Accomando (Dazn): «Diavolo… che Salernitana»

Al termine della gara tra Salernitana e Milan, la redazione di SOLOSALERNO ha catturato le sensazioni, le suggestioni e le emozioni che hanno caratterizzato la partita tra i granata e i rossoneri attraverso il racconto del bordocampista Orazio Accomando.

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La partita di sabato sera tra Salernitana e Milan ha regalato spettacolo, emozioni ma, soprattutto, un risultato che, nonostante i pronostici iniziali, ha lasciato un po’ d’amaro in bocca in tutti gli appassionati granata. Da una sconfitta da scongiurare ad un pareggio insperato, fino a toccare con mano la possibilità di incassare l’intera posta in palio. La gara disputata contro l’ex trainer, Stefano Pioli, ha sorpreso, coinvolto e catturato l’attenzione di molti calciofili. La rivoluzione granata è appena iniziata. Per la Salernitana è cominciato un nuovo percorso: potrà considerarsi un lontano ricordo il ruolo di “Cenerentola” che la vedeva prigioniera. Spogliatasi degli abiti sporchi, smessi e inadatti alla partecipazione del “Gran galà”, si è presentata, finalmente, con la “mise” più opportuna, un vestito da serie A.

SOLOSALERNO ha approfondito le sensazioni, le suggestioni e le novità in casa Salernitana attraverso il racconto del bordocampista di Dazn che ha seguito l’incontra tra i granata e i rossoneri: Orazio Accomando.

Da una prospettiva privilegiata, il giovane giornalista – di origini sicule – ci ha descritto alcuni particolari inerenti la gara.

Che Salernitana  ha visto da bordo campo?

«Ho visto una Salernitana che ha le carte in regola per giocarsi ancora la salvezza, soprattutto con le due sfide da recuperare. A Nicola si chiedeva grinta e carattere, io ho visto anche un’ottima prova sul piano tecnico. All’Arechi sarà difficile per tutti».

Quanto l’impatto del nuovo mister crede abbia influito sulla prestazione di sabato?

«Nicola ha influito, ma non dimentichiamo il lavoro di Colantuono, perché era una Salernitana in crescita nelle ultime settimane. Sicuramente Nicola è stato bravo a toccare le corde giuste».

Il coinvolgimento della panchina era evidente rispetto a ciò che stava avvenendo in campo, tutti i calciatori sono stati parte integrante della gara fino al triplice fischio…

«Tantissimo, soprattutto grazie a Nicola. Erano palpabili entusiasmo, grinta, affiatamento. Il nuovo mister non si è fermato un attimo. Credo abbia percorso gli stessi km di Coulibaly».

Maggiori i meriti della salernitana o i demeriti del Milan per il risultato finale?

«Dipende da quale prospettiva la guardiamo. Se il focus è sul mancato successo del Milan ti dico che i rossoneri hanno tanti demeriti, tecnici e di atteggiamento. Mi aspettavo più maturità. Se il focus è sul punto conquistato dalla Salernitana è giusto evidenziare soprattutto i meriti dei granata. Non è stato un pareggio piovuto per caso, ma un risultato assolutamente meritato».

Bonazzoli sembra stia trovando la sua dimensione, è un attaccante con grande potenziale, in forte crescita…

«Bonazzoli ha sempre mostrato le grandi potenzialità tecniche. A Salerno si sta sentendo importante. Quello che gli è mancato fin qui non ha nulla a che fare con la tecnica. Deve essere continuo e sempre sul pezzo».

Ribéry può ancora fare la differenza?

«Ribery in campo fa sempre la differenza. Guardate quanto ha corso nel primo tempo. Guardate l’apertura per Mazzocchi nel gol dell’1-1. Tecnicamente è tre mondi oltre, bisogna avere l’onestà di riconoscerlo».

Quali sono state le sensazioni legate al brasiliano Ederson?

«Ederson è entrato benissimo. Ha qualità tecniche importanti, è sicuramente un calciatore di prospettiva, può crescere tanto e fare la differenza nel campionato italiano».

Quali calciatori granata l’hanno colpita in particolar modo?

«Mi è piaciuta molto la coppia centrale Fazio-Dragusin. Il ragazzo scuola Juve può crescere tanto»

Quali sono stati i tentativi di Stafano Pioli per agguantare la vittoria? Che indicazioni dava ai calciatori in campo?

«Ha chiesto tutto il tempo alla squadra di giocare con calma e di sacrificarsi in fase difensiva»

Se dovesse stilare una graduatoria, il pubblico dell’Arechi che posto occuperebbe nella top five?

«In base a ciò che ho visto in casa le dico: Roma, Salernitana, Torino, Spezia, Sampdoria»

In conclusione, cosa ne pensa della tandem d’attacco Iervolino-Sabatini?

«Un bell’accostamento, una coppia sorprendente, un duo caratterizzato da entusiasmo e sana follia».

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Sono Raffaella Palumbo, classe 1990, salernitana dalla nascita. Per varie vicissitudine, sono espatriata a Genova da quando avevo 21 anni, nel capoluogo ligure esercito la professione di insegnate. Amo la vita in tutte le sue sfaccettature, non trascuro i dettagli. L'ottimismo, la curiosità, la follia, l'intraprendenza ed il sorriso sono caratteristiche di cui non posso fare a meno. Tra le gioie più grandi della mia vita rientra mia figlia: Martina. La pallavolo, la scrittura, i viaggi e la Salernitana sono le mie principali passioni. La benzina delle mie giornate risiede in tre espressioni che non cesso mai di ripetere a me stessa e agli altri: " VOLERE è POTERE, CARPE DIEM e PER ASPERA AD ASTRA"!!!