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La panchina di casa, la fascia ospite e un’assenza pesante: gli ex di Atalanta-Salernitana

Esperienza da giocatore a Salerno per Gasperini. Zortea e Ruggeri si contendono la corsia mancina contro il club che ne detiene i rispettivi cartellini

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Atalanta-Salernitana sarà gara da ex per tre calciatori granata. Due di questi si giocheranno un posto nell’undici titolare di mister Nicola: la corsia mancina dell’ippocampo, infatti, è affare a due tra Matteo Ruggeri e Nadir Zortea, entrambi cresciuti nel settore giovanile della Dea e tutt’ora di proprietà del club orobico.

Il mancino classe ’02, fin qui tormentato dagli infortuni, entrò nelle giovanili nerazzurre a soli 9 anni. Dopo il doppio traguardo in Primavera nel 2019-20 (campionato e Supercoppa), Ruggeri fu aggregato alla prima squadra, con cui debuttò tra i professionisti in un’occasione tutt’altro che casuale: l’esterno di San Giovanni Bianco esordì il 3 ottobre 2020 in Champions League, nel match perso 5-0 dall’Atalanta contro il Liverpool.

Cinque giorni dopo arrivò anche la prima volta in Serie A, quando l’esterno nerazzurro giocò titolare nell’1-1 interno contro l’Inter rimpiazzando l’infortunato Gosens, allora padrone dell’out mancino della Dea nonché fratello maggiore per l’attuale stantuffo granata. Ruggeri – assente per infortunio nel match d’andata vinto 0-1 dall’Atalanta – totalizzò 8 gettoni tra i grandi durante la scorsa stagione, di cui 6 in A e 2 in Champions.

Non ha mai giocato con la prima squadra atalantina invece Zortea, che in nerazzurro vinse il campionato Primavera nel 2018-19. Successivamente il classe ’99 di Feltre fu ceduto in prestito biennale alla Cremonese, iniziando a farsi le ossa tra i grandi, prima della chance in massima serie con la Salernitana.

Incrocio con il passato anche per Gian Piero Gasperini, che da calciatore disputò a Salerno una stagione particolare come il 1990-91. Reduce dall’esperienza con il Pescara, l’allora centrocampista trovò un discreto spazio nella Salernitana di Ansaloni, la prima a giocare all’Arechi e ad affrontare la Serie B dopo un’attesa lunga ventitré anni a cui Di Bartolomei e compagni avevano posto fine l’anno precedente.

Il Gasp totalizzò 37 presenze con il cavalluccio sul petto, comprese le ultime due gare di quella sfortunata stagione: Gasperini segnò un gol – l’unico in maglia granata – nel 2-0 interno dell’ultima giornata contro il Cosenza, poi trovò il campo anche nel noto spareggio salvezza di Pescara, vinto di misura dai silani grazie alla rete di Marulla che spedì la Salernitana in C1.

Il conto degli ex si esaurisce con Radovanovic, che però sarà costretto al secondo forfait di fila dopo quello contro la Fiorentina. Il classe ‘88 fu acquistato a gennaio 2008 dall’Atalanta, che lo prelevò dallo Smederevo. Dopo un anno e mezzo di gavetta tra la Primavera della Dea e la Serie B in prestito al Pisa, il duttile mediano serbo tornò a Bergamo, ed esordì in A il 20 settembre 2009 nel match perso 4-1 a Bari.

La stagione si chiuse con la retrocessione, cui seguì un biennio in prestito diviso tra Bologna e Novara, due esperienze che permisero a Radovanovic di giocare ancora in Serie A. Categoria che il serbo mantenne anche nella stagione 2012-13, in cui i nerazzurri di Colantuono ottennero la salvezza nonostante il -2 legato al calcioscommesse.

In quell’annata il serbo non trovò continuità a causa di una pubalgia, e fu anche protagonista di uno screzio con Livaja: l’attaccante croato colpì Radovanovic con un pugno dopo un’entrata di quest’ultimo in allenamento, e fu sospeso dalla società di Percassi. Club con il quale l’attuale centrocampista granata vanta in totale 33 presenze.

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Amante dello sport (quasi) a 360°, ma della Salernitana 1919 volte in più.