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Difesa quasi perfetta, Verdi ancora una volta devastante. Lo spirito di squadra supera stanchezza e ritorno del Venezia

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SEPE 6,5: ben piazzato sull’immediato tiro di Ceccaroni, sempre preciso nel tempismo delle uscite, esce bene a valanga e frena una percussione veneta resa vana dal fuorigioco fischiato dall’arbitro. Pronto su Okereke, potrebbe deviare meglio il colpo di testa di Caldara ed evitare che Henry ne approfitti. Sulla stessa azione si infortuna all’occhio 64 BELEC 6,5: smorza la tensione con due uscite per nulla facili sulle insidiose traiettorie di Aramu.

GYOMBER 7,5: sul centrodestra difensivo è la solita roccia contro cui vanno a cozzare inutilmente i tentativi offensivi veneziani. Sereno e lucido anche nei disimpegni. Granitica solidità anche nei secondi quarantacinque minuti.

RADOVANOVIC 7,5: utilizza la sua fisicità per contrastare la stazza di Henry, poi il suo stinco è determinante nel neutralizzare il pericoloso tiro di Aramu da posizione favorevole. Prova a ripetere su punizione la prodezza di Roma ma la conclusione è centrale e facilmente preda del portiere lagunare. Si fa vivo nuovamente sugli sviluppi di un corner, però il tiro al volo non centra lo specchio della porta. Ancora determinante quando in tackle scivolato stoppa l’incursione centrale di Ampadu. Secondo tempo sofferto per la squadra, lui è stanchissimo ma fa ancora valere la sua esperienza.

FAZIO 8: la sua semi girata sugli sviluppi di un corner consente alla squadra di guadagnare il penalty in avvio di gara, freddamente trasformato da Bonazzoli. Poi è una barriera difficile da superare nel gioco aereo quando il Venezia si affida ai lanci lunghi e spesso si sgancia con profitto dalla linea difensiva per fare gioco. Gladiatorio nel finale di partita quando di testa le prende tutte lui.

MAZZOCCHI 7,5: difende e spinge, si allarga e propone a destra offrendo sempre un’opzione di passaggio ai compagni. Non arriva con continuità al cross ma spesso si accentra in dribbling e crea superiorità numerica sul successivo giro palla. Nella ripresa indossa l’elmetto e si fa valere soprattutto in fase difensiva.

L.COULIBALY 6,5: morde polpacci, riceve palla e riparte appena intravede lo spazio, arriva anche al tiro ma è tradito dalla foga. Macina chilometri come sempre, ma dopo il vantaggio granata alterna inserimenti senza palla e gestione degli equilibri difensivi. Soffre l’avvio veemente del Venezia nel secondo tempo. 62 KASTANOS 6: non si immerge immediatamente nel clima partita, ma nel finale si fa valere nei contrasti e gestisce con intelligenza alcuni palloni che scottano nella zona nevralgica del campo.

BOHINEN 7,5: solito faro che regala sicurezze e tranquillità a tutta la squadra, distribuisce e recupera tanti palloni ma è anche abile a muoversi senza palla liberando spazi in cui i compagni si fiondano per sorprendere gli avversari. Corre fino all’ultimo minuto senza mai smarrire la lucidità.

EDERSON 7: inizio di match oculato nella gestione delle energie, anche grazie al subitaneo vantaggio granata. Con un elegante colpo di tacco prova ad accendere la sua gara ma il pallone termina di poco a lato del palo. La giocata rompe il ghiaccio ed a corrente alternata lo vede sprintare alla ricerca della conclusione e della penetrazione centrale. Un po’ ingenuo il fallo che gli costa un’ammonizione evitabile. Poco appariscente ma determinante in entrambe le fasi, recupera preziosi palloni e la sua caparbietà regala sempre sprazzi di luce alle sporadiche iniziative offensive granata nella ripresa, oltre ad entrare, con un contrasto vinto, nell’azione del gol di Verdi. Ingenuo il fallo che arma il sinistro su punizione di Aramu, fortunatamente la palla termina a lato di un soffio.

ZORTEA 6: inizio attendista perché Mateju viene sollecitato molto dai compagni, così il primo tempo si conclude con i due che finiscono sostanzialmente per annullarsi. 74 RUGGERI 6,5: la sua fisicità e freschezza contribuiscono nel finale di partita a rendere solida la fase difensiva della squadra.

BONAZZOLI 7: glaciale dal dischetto e nono centro stagionale per lui. Poi funge soprattutto come elemento di raccordo tra i reparti, ed in prossimità della fine del primo tempo da un difficile pallone recuperato sulla linea di fondo parte una sorta di assist che trova la deviazione debole di Djuric stoppata dalla difesa lagunare. 62 VERDI 8,5: alla prima palla utile ricevuta fa partire un bolide di sinistro che riporta in avanti una Salernitana in leggera difficoltà fisica e psicologica. Poi difende, attacca lo spazio, guadagna punizioni. Determinante.

DJURIC 6,5: tanto impegno fisico, però non è facile imporsi nel gioco aereo contro i tre centrali veneti che hanno centimetri e forza fisica. Può fare meglio sugli sviluppi del pallone recuperato sulla linea di fondo da Bonazzoli, ma la conclusione è poco convinta e viene neutralizzata da Caldara. Preziosissimo il suo lavoro da stopper aggiunto sulle palle inattive. 84 PEROTTI 6,5: pochi minuti per esibire personalità ed esperienza. In tackle fa fase difensiva, poi con un guizzo costringe al fallo Ampadu che viene espulso.

ALL.NICOLA 7: la squadra parte con il piglio giusto, aggredisce il Venezia, porta in costruzione anche Fazio, produce una manovra avvolgente, trova il gol, poi si limita a gestire risultato ed energie senza disdegnare di pungere alla ricerca del raddoppio. Nella ripresa la squadra avverte la stanchezza e la tensione, subisce il gol del pari, ma l’ingresso di Verdi risulta determinante nel regalare ai suoi uomini tre punti di platino.