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La moviola di Salernitana Cagliari

Di Bello esce "indenne" da un Arechi infuocato: il Var Mazzoleni gli da una grossa mano e rispedisce al mittente le offese sul suo conto, trapelate sui social nell'arco della settimana.

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La trentaseiesima giornata del campionato di massima serie, ha visto scontrarsi Salernitana e Cagliari: in uno stadio Arechi completamente esaurito, è andato in scena un autentico “spareggio salvezza”, terminato in parità, dopo ben “cento” minuti di fuoco.

Direzione di gara affidata all’internazionale Di Bello di Brindisi, al Var Mazzoleni di Bergamo (su quest’ultimo ci soffermeremo nella parte finale dell’articolo).

Passiamo alla moviola.

[Episodi primo tempo]

Nella prima frazione di gioco, non ci sono particolari episodi da segnalare. Va evidenziata, però, l’autorevolezza del direttore di gara pugliese: coerente, soprattutto, dal punto di vista disciplinare in quanto, seppur avrebbe potuto ammonire per fallo di gioco Gyomber (S) e Ceppitelli (C), ha optato per dei “sacrosanti” richiami verbali, conscio del fatto che nella ripresa avrebbero prevalso stanchezza e nervosismo.   

[Episodi secondo tempo]

Al 62’ Pavoletti (C) commette fallo su Lassana (S), interrompendo un’azione di ripartenza dei locali: Di Bello, perfettamente posizionato, assegna un calcio di punizione a favore della Salernitana e ammonisce – giustamente – l’attaccante ospite. In questa circostanza, però, l’arbitro avrebbe potuto concedere il “vantaggio”, in quanto il pallone era arrivato a Verdi, pronto a proseguire la sua corsa verso l’area di rigore avversaria. Piccolo errore di “lettura” dell’arbitro, che avrebbe potuto tranquillamente ammonire Pavoletti (per imprudenza), alla prima interruzione di gioco.

Al 63’ Ederson (S) effettua un tiro dalla distanza con Lykogiannis (C) che si frappone allo stesso, all’interno dell’area di rigore. Giusto lasciar proseguire il gioco, in quanto il difendente ospite colpisce il pallone con l’addome, senza impattare mai con braccia o mani.

Al 64’ Kastanos (S) , dopo una splendida giocata, entra in area di rigore avversaria e viene steso da Lovato (C): Di Bello, perfettamente posizionato, assegna il penalty senza estrarre – giustamente – alcun cartellino giallo, per il principio della “depenalizzazione”. Dopo un “silent check”abbastanza prolungato, il Var Mazzoleni conferma la decisione dell’arbitro di campo. Giusto così! In occasione della successiva rete di Verdi, ne nascerà una “mega rissa” che – oltre ad interrompere il gioco per ben quattro minuti – costerà il rosso a Ribery (S) e Radunovic (C).

Al 91’ Sepe (S) perde il possesso del pallone dopo essersi scontrato con Lykogiannis (C) e, nel proseguo dell’azione, finisce per atterrare K. Balde (C): anche in questo caso, Di Bello è vicinissimo all’azione ed assegna il penalty agli ospiti. Ad un certo punto, il Var Mazzoleni richiama Di Bello al monitor, dopo un silent check durato oltre due minuti. Il direttore di gara, dopo aver consultato le immagini, torna sui suoi passi revocando il rigore ed assegnando un calcio di punizione alla Salernitana, per il fallo del difendente cagliaritano ai danni di Sepe, che subisce un calcione alla mano mentre è in pieno possesso del pallone. Ricordiamo che, in termini di regolamento , un portiere in pieno possesso del pallone non può essere contrastato in alcun modo. Pertanto, non conta l’entità del contatto, bensì che il portiere abbia il pieno possesso del pallone. Tra check, on field review e proteste varie, il gioco riprenderà dopo ben quattro minuti.

Piccolo inciso sui minuti di recupero assegnati: “dieci”. Qualcuno dall’esterno, potrebbe rimanere di stucco dinanzi ad un recupero così “massiccio”. In realtà, per dovere di cronaca, bisogna sottolineare che nel corso della ripresa, si è giocato davvero il minimo sindacale. Calcoli alla mano, il gioco è rimasto fermo tre minuti sul rigore di Verdi (tra silent check e proteste), quattro al momento dell’esultanza post penalty ed altri quattro – a recupero già concesso – in occasione del rigore revocato al Cagliari, per un totale di “undici”. Pertanto, se la matematica non è un’opinione, l’arbitro ha anche “risparmiato” un ulteriore minuto di recupero che poteva e doveva esser giocato. Le proteste scaturite sui social, riguardo all’extra time, risultanto totalmente “infondate”.

In conclusione, considerando l’elevatissimo grado di difficoltà della gara, è da promuovere – senza mezzi termini – la prestazione dell’intero team arbitrale: nonostante qualche piccolo e fisiologico “inciampo”, Di Bello ed i suoi assistenti , Bindoni e Baccini ,sono usciti indenni dalla contesa, aiutati anche e soprattutto da un “magistrale”  Mazzoleni , in sala Var. Proprio su quest’ultimo, mi andrebbe di spendere due parole: in settimana si è letto di tutto, da una sua presunta “cittadinanza onoraria” per la città di Cagliari, al fatto che sia un “nordista” pronto a sfavorire volutamente le compagini del sud. Illazioni, diffamazioni social – e non solo – che veicolano “messaggi pericolosi”, oltre a ledere la credbilità del sistema calcio italiano. Per quanto mi riguarda, chi propone e/o avalla determinate “porcherie”, farebbe bene a dedicarsi ad altro sport. Gli arbitri sono “uomini” , non birilli o vittime sacrificali da colpire per placare le proprie “frustrazioni” personali!

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- Luca D'Urso - 11 agosto 1991, Salerno - Ex arbitro di calcio a livello nazionale - Appassionato di musica rock, sport e cucina - Citazione arbitrale preferita: "Vedere, decidere, dimenticare" [Roberto Rosetti]