Home Editoriale Trofeo Maestrelli, a Davide Nicola Il premio per il miglior allenatore dell’anno...

Trofeo Maestrelli, a Davide Nicola Il premio per il miglior allenatore dell’anno della serie A

"Con me porto molte più molte più persone di quello che uno possa pensare."

760
0
Tempo di lettura: 3 minuti

Ieri, presso il locale “Le Panteraie” di Montecatini Terme, ha avuto luogo la serata di premiazione della XXVII edizione del tradizionale Trofeo Maestrelli.

Il premio per il miglior allenatore dell’anno della serie A, assegnato dalla commissione tecnica presieduta da Giorgio Perinetti, è stato attribuito al tecnico della Salernitana Davide Nicola che succede al tecnico della Fiorentina Italiano vincitore della scorsa edizione.

Nel corso della manifestazione, come documentato dalle telecamere di TMWnews, l’allenatore ha risposto ad alcune domande dei giornalisti presenti.

Queste le sue dichiarazioni:

La salvezza del 7%

«Basterebbe questa etichetta coniata da Walter Sabatini per spiegare l’orgoglio, il piacere ma anche la gioia di ricevere un premio del genere. Mi son fatto cinque ore di macchina ma ne avrei fatte anche dieci perché, a parte la cornice veramente stupenda, è proprio questa etichetta che mi attrae, anche se mi spiace dirvi che non sono venuto da solo. Con me porto molte più molte più persone di quello che uno possa pensare. 

Io credo che questo premio vada a coronare un percorso dell’anno scorso. È stata una una splendida storia da raccontare. In quel sette per cento però secondo me c’è una percentuale illimitata di persone che non vedevano l’ora di venire al campo. Parlo della nostra gente, delle loro fiduciose aspettative.»

Il campionato che riprende

«Il ricordo del passato fa piacere, ma è il passato appunto. 

Quest’anno siamo partiti cercando di poter produrre gioco e risultati da subito, e credo che i ragazzi abbiano dimostrato di aver fatto questo Ora stiamo riprendendo dopo la sosta, c’è un confronto continuo tra i vari tecnici, i preparatori atletici. Siamo rimasti fermi quindici giorni e quindi si perde pressoché un dieci-quindici % della forma fisica, la preparazione deve essere impostata privilegiando velocità, potenza e capacità di rientrare subito in in forma, utilizzando molto di più la palla».

Il mercato invernale

«Se mi aspetto una Salernitana che esca più forte dal mercato? Mi aspetto che questo premio, che ritiro io stasera per tutti quelli che rappresentano insieme a me la Salernitana, ci induca ad una considerazione molto semplice. Nella sua lunga storia di club, la Salernitana è per la prima volta al suo secondo anno consecutivo in serie A. Bisogna essere secondo me molto molto intelligenti sapendo che in serie A è un attimo perdere i confini, trovarsi in difficoltà. Bisogna mantenere sempre un’umiltà assoluta, la consapevolezza che noi siamo una squadra che dovrà lottare proponendo comunque gioco, perché questo è la nostra voglia, mantenendo lo spirito che abbiamo, che ci ha contraddistinto l’anno scorso, perché secondo me questo è il punto che fa la differenza.

Le aspettative ci devono essere nella crescita personale, individuale, nel voler fare sempre meglio quello che già si sta facendo, per raggiunger quello che effettivamente è il nostro obiettivo: riuscire a salvarsi più velocemente possibile.».

«Sui nomi accostati alla Salernitana dico che inizierà un secondo mercato e ogni squadra ha dei calciatori che magari ha utilizzato meno, altri che chiedono più spazio, quindi è normale che i giocatori che sono in procinto di cambiare maglia vengano messi in questo calderone. 

Noi siamo consapevoli che la squadra che abbiamo ci piace, che siamo contenti dei ragazzi che avevamo preso all’inizio dell’anno. Ovviamente ci saranno delle situazioni per poter migliorare o perché qualche giocatore ci chiederà di avere altre opportunità altrove. Prenderemo in considerazione tutto, soprattutto lo faranno il nostro direttore, il nostro presidente. Noi completiamo la preparazione, perché il mercato finirà molto tardi, dobbiamo farci trovare pronti».

La questione portiere

«Mi chiedete di Berisha, di Sirigu e altri. I nomi vengono fatti dagli addetti ai lavori però non è che poi tutto ciò che viene detto corrisponda sempre al vero. Al di là dei nomi credo che noi abbiamo subito un infortunio di Sepe, il nostro portiere titolare, che sta migliorando ed è possibile magari recuperarlo anche prima. Se qualcuno dei nostri portieri andrà via lo rimpiazzeremo».

Il Mondiale di Dia

«Siamo molto orgogliosi di lui. Si tratta di una vetrina importantissima e credo che da questo punto di vista lui abbia davvero avuto un’esperienza gratificante e stimolante. Per noi ovviamente ha già dimostrato di essere un giocatore molto importante. Lo abbiamo già riabbracciato e ha ripreso ad allenarsi e l’ho visto sereno, motivato A lui adesso il compito di completare la forma fisica per cercare di darci quella mano che ci ha già dato nella prima parte di questo torneo».