Home News Il campionato entra nel vivo. La Salernitana lavora per farsi trovare pronta

Il campionato entra nel vivo. La Salernitana lavora per farsi trovare pronta

Tredici gare separano i granata dalla salvezza, obiettivo minimo stagionale. L'exploit dello Spezia contro l'Inter, inatteso e in grado di rimescolare le carte del campionato, avverte tutti sulla lunga strada ancora da percorrere. Il lavoro certosino, che prenda in considerazione tutti gli aspetti di una squadra di calcio, rappresenta il modo migliore per giungere serenamente alla meta.

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SALLAZ 19 02 2023 4
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La ventiseiesima giornata si è aperta, ieri sera, con il botto dello Spezia di Semplici, abile e fortunato contro un’Inter sciupona e distratta.

Risultato che rimescola le carte sul tavolo del torneo, aggiungendo  pathos ed interesse ad un finale di stagione che si preannuncia pirotecnico.

Il successo della compagine ligure, infatti, costringerà le partecipanti al campionato di Serie A a rivisitare tabelle di marcia e medie punti dei vari obiettivi.

L’exploit di Nzola e compagni rivitalizza, in primis, le ambizioni Champions del plotoncino di compagini composto da Roma, Lazio, Milan e Atalanta. In attesa, sullo sfondo, una Juventus ansiosa di conoscere il proprio destino.

Lo scossone tellurico prodotto dal team spezzino, inoltre, fa drizzare le antenne anche ai club impelagati nei bassifondi della graduatoria. 

Perché riduce notevolmente i margini di errore delle ultime tre (Sampdoria, Cremonese e Verona) e avverte tutte le altre, Salernitana compresa, che è ancora distante il traguardo salvezza.

Esito sorprendente che, però, rappresenta anche uno sprone a non dare nulla per scontato e a non sentirsi anzitempo vittime sacrificali.

Lezione che dovrà essere recepita dai calciatori granata impegnati, tra poco più di due giorni, al San Siro Stadium contro i rossoneri di Stefano Pioli.

Inutile sottolineare che si tratta di un match a dir poco complicato. La truppa guidata da mister Sousa, però, sta ritrovando lentamente serenità ed è intenzionata a rendere ancora più stabile il suo cammino.

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Ben sapendo che è anche strutturata tecnicamente per assestare il classico colpo mancino alle rivali più blasonate. A testimoniarlo le carismatiche e intraprendenti prestazioni, nell’era Nicola, esibite in casa di Juventus e Lazio.

Il tecnico portoghese ed i suoi uomini, rinfrancati dal sudato punto ottenuto contro una Sampdoria grintosa e irriducibile, hanno attraversato una settimana di sereno e proficuo lavoro.

Tempo impiegato per consolidare lo spartito tattico registrato nelle prime tre gare della gestione del trainer lusitano. Ma anche occasione per valutare a fondo eventuali strategie alternative e la condizione psicofisica dell’intera rosa a disposizione.

Il ritorno a pieno regime di Mazzocchi, Maggiore, Bohinen e Dia, probabilmente, sta impegnando l’ex allenatore della Fiorentina a considerare anche altri scenari tecnico-tattici. Entro i quali, ponendo di base ordine, organizzazione e coesione, valorizzare l’estro, la scaltrezza calcistica e il carisma dei singoli.

In questo senso, tanto astratta non sarebbe l’idea di rispolverare, dall’inizio o a match inoltrato, come è accaduto contro la Sampdoria, il 3 5 2 visto all’opera per lunghi tratti della stagione.

Magari più razionale e compatto, accantonando la frenesia e l’estemporaneità che lo hanno spesso caratterizzato negativamente nel recente passato.

Sistema di gioco che, a ben vedere, potrebbe garantire la medesima copertura del centrocampo a favore della retroguardia, innescando però anche la possibilità di supportare l’attacco con l’inserimento delle mezzali.

Opzione tattica che, in egual misura, non toglierebbe intensità e qualità alla spinta sulle corsie laterali. E, soprattutto, potrebbe garantire agli estrosi attaccanti presenti in rosa la possibilità di concentrarsi maggiormente sulla loro capacità di spaccare le contese e fare danni nelle difese avversarie.

Il laboratorio di Sousa continua a lavorare alacremente, mentre il torneo si appresta a vivere il suo momento più delicato e decisivo.

Professionalità, coinvolgimento emotivo, presenza mentale, cura dei dettagli, serenità e determinazione, ancora una volta, faranno la differenza da qui alla fine.

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