Home News Ochoa saracinesca, Candreva veterano geniale e carismatico.

Ochoa saracinesca, Candreva veterano geniale e carismatico.

Decisivi anche gli ingressi di Dia e Nicolussi Caviglia, che hanno conferito alla squadra pericolosità offensiva e personalità nella zona nevralgica del campo. Gyomber solito baluardo difensivo. Male Bronn.

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OCHOA 8: incolpevole sul gol realizzato da un indisturbato Gosens a pochi metri dalla sua porta. Felino come sempre nell’allungo per smanacciare il pallone sul colpo di testa di Correa. Determinante sull’incornata a colpo sicuro di Lukaku. Ancora attento nel secondo tempo su Mkhitaryan e Dumfries, strepitoso sul colpo di testa di De Vrij sotto misura. Mette altre due pezze sul pallonetto di Lautaro e sull’ennesima conclusione di Lukaku.

DANILIUC 6: le responsabilità maggiori sul gol di Gosens sono di Bronn, ma lui potrebbe evitare di far rimbalzare il pallone sulla spizzata di Lukaku. Dal quale si lascia sovrastare di testa ad un soffio dell’intervallo; ci pensa Ochoa a conservare il minimo svantaggio per l’inizio del secondo tempo. Ad inizio ripresa compie uno strafalcione in fase di disimpegno, l’Inter ruba palla e colpisce il palo con Barella. Quando la Salernitana comincia a giocare anche la sua partita offensiva, il suo rendimento cresce esponenzialmente, fino a diventare dominante in marcatura nel finale.

GYOMBER 7: il più lucido della retroguardia, ci mette fisico e tempismo in una chiusura in tackle su Lukaku lanciato verso la porta di Ochoa e, pochi minuti più tardi, su Correa e Mkhitaryan. E’ lesto nell’allontanare il pallone scaturito dalla respinta di piedi di Ochoa sul colpo di testa di Lukaku. Anche nel secondo tempo non molla di un centimetro, come testimonia la rincorsa su Lautaro che non trova la serenità per decidere la giocata in grado di punire Ochoa.

PIROLA 5,5: concentrato e disciplinato sul centrosinistra della retroguardia, abituale vigore, non sempre puntuale nel leggere i movimenti ad allargarsi di Lukaku, che si sottrae alla marcatura ed arriva pericolosamente al tiro in due occasioni. Secondo tempo di grande sofferenza sul centravanti belga, sia con palla in movimento, sia sulle situazioni di palla inattiva. 65 TROOST EKONG 6: Sousa gli affida un compito preciso: limitare Lukaku. Ci riesce con alterne fortune, agevolato anche dalla maggiore propensione offensiva della Salernitana.

BRONN 4: la lettura tattica preventiva continua a non essere il suo forte, come testimonia la dormita sul taglio vincente di Gosens. Pochi minuti più tardi, si lascia nuovamente sorprendere con grande ingenuità alle spalle dall’esterno belga, che lo anticipa di testa anche su un traversone proveniente da destra. Altra giocata difensiva inguardabile consente a Correa di andare al tiro dai venti metri. Partita da dimenticare. 46 DIA 7: basta la sua presenza in campo a conferire maggiore incisività all’azione offensiva granata. Gioca tra le linee per consentire alla squadra di distendersi in avanti o attacca la profondità sulle spizzate di Piatek. Fulmineo nel taglio sul traversone da destra di Candreva ma è sfortunato perché il suo opportunismo viene punito dalla traversa. Decisivo anche nel finale, quando esce da un imbuto creato dagli avversari e pesca con un cambio di gioco Candreva, dal cui piede parte il tiro cross che vale il pareggio.

COULIBALY 5: un buon tentativo di tiro dalla distanza ben parato da Onana, poi tanto macchinosità nella gestione del pallone e falli più o meno evitabili, con giallo subito, per gran parte della prima frazione di gioco; disattento anche nel lavoro di frangiflutti davanti alla difesa, zona nella quale trovano spazio gli inserimenti dei centrocampisti interisti. La sua prestazione non muta nella prima parte della ripresa e viene rimpiazzato da 65 NICOLUSSI CAVIGLIA 7: si presenta immediatamente con una giocata da trequartista, con tiro finale che strappa applausi e conferma la sua grande duttilità tecnico-tattica. Poi la sua prestazione resta di livello, dimostrando personalità nella distribuzione del gioco e assumendosi la responsabilità di effettuare giocate mai banali.

VILHENA 5,5: uno scellerato retropassaggio permette all’Inter di ripartire e sfiorare il secondo gol con Lukaku. Il prosieguo della prima frazione non cambia spartito, perché la sua sostanziale indolenza esprime anche tanta imprecisione. Meglio nella ripresa, sia in termini di movimento che di distribuzione del gioco, prima di lasciare spazio a 79 BOHINEN S.V.

BRADARIC 5,5: prova ad inserirsi su un ottimo pallone servito da Candreva, ma parte in anticipo ed è pescato in off side. Contiene Dumfries per larghi tratti del primo tempo, ma lo subisce notevolmente negli ultimi minuti, con l’esterno olandese che arriva pericolosamente al cross in due circostanze. Prova a spingere quando la squadra ha maggiori argomenti offensivi, la falcata è sempre dirompente, la rifinitura è quasi sempre da dimenticare.

KASTANOS 5,5: cerca di dare sostanza ed idee al centrocampo, prende diverse botte dai rivali nerazzurri, ma movimenti e gestione del pallone palesano sempre un tasso significativo di titubanza e timore. Rendimento pressoché identico anche nel secondo tempo. 84 BOTHEIM S.V.

CANDREVA 8,5: nella prima parte del match è l’unico che prova a stare dentro la partita muovendosi per dettare il passaggio e regalare fosforo alla squadra, ma può ben poco se non un illuminante lancio per Bradaric, che però è in off side. Cerca di disorientare la fase difensiva interista attaccando anche la profondità dopo aver tagliato da sinistra verso destra, ma continua a predicare nel vuoto. Nella ripresa gioca da trequartista nel 4 2 3 1 scelto da Sousa. Continua ad essere il più lucido dei suoi, si muove sull’intero fronte offensivo, impegna Onana con un tiro cross e serve un cioccolatino già scartato per Dia che è sfortunato e colpisce la traversa. Grande generosità nonostante la crescente stanchezza, premiata con il diabolico tiro cross che beffa imparabilmente Onana. Eroico e decisivo.

PIATEK 5,5: nei primi quarantacinque minuti, con la squadra incapace di costruire gioco, finisce per essere annullato dai tre centrali difensivi nerazzurri. Con l’ingresso di Dia, si mette a disposizione del compagno vestendo i panni di boa utile a spizzare palloni per favorire le verticalizzazioni del partner. Continua a non trovare la porta, ma la combattività non manca mai.

ALL.SOUSA 6: parte con Dia in panchina e Bronn sulle tracce di Gosens nei panni di esterno destro a tutta fascia. I risultati sono pessimi, perché l’esterno belga fa il bello e il cattivo tempo, mentre la fase offensiva palesa una totale assenza di idee. Ad inizio ripresa inserisce Dia al posto di Bronn e dispone i suoi con il 4 2 3 1. La squadra rischia ripetutamente di subire il secondo gol, ma quando attacca ha qualità e crea costantemente apprensioni alla difesa nerazzurra, che capitola nel primo minuto dell’extra time. I cambi hanno rivoltato il match come un guanto. Il voto è la media tra il cinque della prima frazione ed il sette della ripresa.