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Distrazione di massa

Questa tortuosa stagione si contraddistingue per una novità assoluta

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Fiorentina-Salernitana
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Il giuoco del calcio si gioca in undici contro undici, le partite cominciano tutte dallo 0–0. C’è una classifica devastante, i segnali di ripresa contro la Lazio sono stati repressi dal disastro fiorentino. A fine dicembre mancano quattro gare, cinque alla fine del girone di andata. Non c’è più tempo. 

Ecco, ho impiegato soltanto trecento caratteri. Tutto quel che c’è da sapere sul Salernitana-Bologna che va in scena tra poche ore sta lì.

Starebbe lì. E invece altre cose hanno attirato l’attenzione di chi scrive e legge di Salernitana.

Spazio quasi completamente occupato dalla qualità dell’albergo sede del ritiro (se di ritiro si può parlare) nella prima parte della settimana, nella seconda parte protagonista assoluta l’intervista di Morgan De Sanctis al “Corriere dello Sport” con conseguenti ipotesi sul futuro di Boulaye Dia.

Accade spesso, non solo nel calcio, non solo a Salerno, che ci si distragga dal motivo principale. 

Ma questa tortuosa stagione si contraddistingue per una novità assoluta. Normalmente tali argomenti di discussione provengono dall’esterno. Invece è proprio dalle stanze dei bottoni che tali argomenti giungono. Una vera e propria distrazione di massa che ha due sole possibili chiavi di lettura. Magari si tratta soltanto di recidiva leggerezza. Nel caso del ritiro è servita forse a tacitare le – per la verità tiepide – proteste della tifoseria. Ma nel caso di Dia si va ben oltre il masochismo, al di là delle interpretazioni sull’intervista. Perché Boulaye Dia è l’attaccante più forte di questa squadra e tra poche ore sarà probabilmente titolare. 

Ecco allora che la seconda chiave di lettura su quanto avviene prende corpo. 

Sembra quasi che ogni singolo componente di questo equipaggio sia preoccupato di salvare se stesso. Mentre invece l’obbiettivo sarebbe quello di salvare la Salernitana. È un clima che ricorda “Gli ultimi giorni di Pompei”, un romanzo storico che narra di complotti e tradimenti interrotti solo dall’eruzione del Vesuvio.

Sicuramente non sarà questa la situazione, ma altrettanto certamente questo è quanto si percepisce. Ecco allora che vanno benedette le ore 18 perché finalmente si gioca, si gioca e basta. L’occasione – ennesima, non ultima, ma tra le ultime – per raddrizzare la scricchiolante baracca.

Artefici di quanto visto finora, a squadra e dirigenza tocca rialzare la testa. Al giro di boa, a mantenersi bassi, mancano due vittorie. L’ultima in classifica non può avere impegni facili, tocca inventarsi qualcosa di nuovo. 

O di antico, se si vuole. Basterebbe rileggere i trecento caratteri che aprono questa nota.

Non è missione impossibile.

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Nato nel 1964, professione ortopedico. Curioso ma pigro. Ama svisceratamente Salerno e la Salernitana. Come sempre accade quando un amore è passionale, è sempre piuttosto critico nei confronti di entrambe.