Home Editoriale La meta finale sarà figlia di tanti istanti presenti vissuti intensamente

La meta finale sarà figlia di tanti istanti presenti vissuti intensamente

Diciotto gare e cinquantaquattro punti ancora in palio rappresentano uno spazio sufficiente per coltivare convinti progetti di permanenza in Serie A. Non sarà semplice il cammino che attende Inzaghi e il suo gruppo. Il segreto per raggiungere il traguardo risiede nella giusta sintesi prodotta da una mente positiva e dal certosino lavoro tecnico-tattico e psicologico che caratterizzerà i prossimi quattro mesi.

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Piacere Filippo
Piacere Filippo
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Il fermento emotivo è quello dei giorni migliori. Si respira la consapevolezza dell’importanza del momento. Insieme ad essa, complice l’attivismo societario sul fronte mercato, una fiduciosa attesa comincia a guadagnare terreno. Provando a prevalere sulla mera speranza dettata dalla semplice fede calcistica. La conquista dei tre punti contro l’ostico Genoa di Gilardino, inutile anche sottolinearlo, sarebbe la chiave giusta per stabilizzare l’entusiasmo e traghettarlo verso un razionale e moderato ottimismo.

Sul manto erboso e dietro le scrivanie, si sta cercando di correggere una stagione che definire tribolata appare un eufemismo. Cammino impervio che, probabilmente, sarà destinato a rimanere tale fino alla conclusione del torneo. L’esito della rincorsa lo scopriremo solo vivendo, ma pochi saranno i dubbi sulla necessità di dare tutto e non lasciare nulla di intentato.

Diciotto gare da vivere in apnea, nel corso delle quali determinazione agonistica e vivacità tecnica dovranno viaggiare a braccetto con la lucidità mentale e la capacità di saper soffrire. Cuore caldo e mente fredda. L’urgenza della classifica, pleonastico pure ricordarlo, è un aspetto con il quale bisognerà convivere da adesso al 26 maggio dell’anno corrente.

Il salto in avanti psicologico risiederà nella forza del gruppo di trasformare ansie e impazienze in zavorre da cestinare in fretta. Per evitare di dissipare le energie psicofisiche, che saranno orientate esclusivamente sulla meticolosa preparazione delle partite e ad alimentare il riposo tra una battaglia pallonara e l’altra.

In questo senso, pertanto, sarebbe opportuno agire concentrandosi su ogni singolo istante di un viaggio lungo quattro mesi. Perché la futura meta finale, quella agognata da tutti, sarà soltanto la somma di tanti piccoli attimi presenti vissuti intensamente e con estrema meticolosità. A fare la differenza saranno la qualità e l’attenzione che accompagneranno la loro gestione. Sia durante la settimana, sia all’interno delle contese che ci separano dal termine del campionato.

Ne consegue, ovviamente, che le prossime ventiquattro ore dovranno essere ripulite da ogni progetto o fantasia legati al potenziamento della squadra. Il discorso, come è giusto che sia, sarà ripreso a partire dal post partita della gara contro i liguri. Al cospetto dei temibili rossoblù, collettivo che riesce a cementare fisicità, imprevedibilità tecnica e solidità difensiva, il ruolo di protagonisti vincenti spetterà ai calciatori attualmente presenti in organico.

Conforta sapere, intanto, che mister Pippo Inzaghi non sarà costretto a fare il conto della massaia rimasta con poche risorse in prossimità della fine del mese. Basic, Pierozzi, Zanoli, il rientro di Maggiore e, si spera, il recupero di Kastanos, renderanno meno complesse la sua pianificazione tattica e le gestioni delle varie fasi del match.

Ci sarà da soffrire e tanto. Perché dalla metà campo in avanti i liguri possiedono spessore atletico, estro, dinamismo, personalità e qualità tecnica per spaccare la partita. Calciatori di valore come Messias, Malinovskyi e Gudmundsson nascondono da sempre il coniglio vincente nel cilindro. La loro agibilità dovrà essere limitata, alla pari delle rifiniture da porre al servizio di un Retegui desideroso di ritrovare la via del gol. Altrettanto rilevanti saranno l’intelligenza tattica di Badelj e l’inesauribile podismo di interpreti come Frendrup e Sabelli.

Ci sarà da battagliare in lungo e in largo. Per limitarli, senza mai smettere di cercare le opportunità per colpire la loro fase difensiva, che qualcosa concede sempre. La partenza di Dragusin e la squalifica di De Winter tolgono qualcosa al pacchetto arretrato rossoblù, che resta comunque discretamente competitivo con Vogliacco, Bani e Vasquez. Toccherà ai trequartisti e alle punte granata il compito di incrementare il possibile disagio causato dalle due significative assenze. Con pazienza, ordine, imprevedibilità e, soprattutto, il necessario cinismo per capitalizzare le chance offerte dal terreno di gioco.