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Sampdoria – Salernitana: le pagelle che la serietà non sanno proprio dove sta di casa

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BELEC 9: Al 38′ compie due parate consecutive. Grandissimo traguardo, una cosa di queste non gli capitava da quando nel ’99 andava a giocare sulla spiaggia dello Sgarrupø di Mesečev Zaliv insieme ai cuginetti. Al 77′ prova ad emulare il proprio idolo Giucas Casella, compie una magia di finissima fattura e fa smaterializzare il pallone.

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KARO – 5: Intorno al 7′ ha un calo di zuccheri e Keita gli sottrae il pallone involandosi verso la porta. Si sente debole per tutto il primo tempo e, pertanto, viene lasciato fuori da Castori. Durante l’intervallo, per farlo arripigliare, Tutino gli offre un pacchetto formato famiglia di Tronky che si era fottuto dallo scaffale di un alimentari dalle parti di Genova Brignole. AYA 8: Affronta il palcoscenico di Marassi con la stessa classe attraverso cui Gigione affronta il palcoscenico di Varcaturo cantando: “Trapanarella cu trapanaturo trapana u juorn e a nott pur. Ah, Trapanarè com m’è fatt trapanià!

MANTOVANI 7: Rivede il campo dopo tantissimo tempo, a Genova non ci voleva neanche andare ma Mezzaroma gli ha promesso che se faceva il bravo gli faceva fare il capitano e poi lo portava a vedere i paguri senza recchie all’Acquario di Genova. DJURIC 5: Non pervenuto, unica nota positiva della gara: Ranieri gli ha firmato un autografo sulla maglia della salute così può vendersela su ebay.it e abbuscarsi una cusarella di soldi che malament non è.

GYOMBER 5.5: Dopo aver pigliato una pallonata nei cosiddetti da La Gumina strappa un ingaggio da contralto al Teatro Stabile di Genova. Si fa bruciare in velocità nell’occasione del gol senza riuscire manco a pigliare il numero di targa del trequartista blucerchiato.

LOPEZ 8.5: Ottima prova da parte del laterale uruguaiano che ammaestra uno stormo di piccioni e gli insegna tutti i trucchi per scippare le vecchie fuori alle poste senza farsi scopriscere.

CASASOLA 6: Se andate vedendo tiene il numero azzeccato storto: ma non solo il numero.

DZICZEK 6: Se la cava discretamente al suo ritorno in campo, tocca pochi palloni ma il suo ruolo è quello di dirigere il traffico nel cerchio di centrocampo del Ferraris, al 12esimo della ripresa commina una multa per schiamazzi a Castori. SCHIAVONE 5.5: Askildsen al 74′ gli fa il gioco del nasino e glielo fa scomparire, Andrea torna negli spogliatoi e per dispetto gli butta le scarpe nel gabinetto.

CAPEZZI 5.5: Intorno al 28′, da ottima posizione, tira verso la porta con la forza di chi è appena uscito dalla sala operatoria perché operato di ernia inguinale. Nel finale si allaccia in un groviglio di gambe con La Gumina sulla trequarti: i due si guardano negli occhi e si piacciono al primo colpo. Ci giunge notizia che in questi minuti siano andati a vedere una casa dalle parti di Alassio per andare a convivere.

KUPISZ 6: Ennesima gara dispendiosa per il pendolino polacco. Un poco te lo dà e un poco te lo leva: al 74′ rifila un tunnel sontuoso a Regini (che sta ancora cercando il pallone) per poi crossare una ciofeca dietro al cuzzetto di Colley.

ANTONUCCI 7,5: Il calciatore scuola Roma non tocca manco un pallone, è vero, però a fine partita ha messo una storia su Instagram che è la fine del mondo: l’ha visualizzata perfino la signora di Mondello, quella che diceva non ce n’è coviddi. TUTINO 6: Solito ingresso intriso di vivacità e brio. Al 92esimo Yoshida, il centrale giappenese della Doria, gli porge la Nikon chiedendogli una foto ricordo. Il funambolico partenopeo non ci pensa su due volte, se la chiava nella sacca e avvia a fujere.

GIANNETTI 10: Voi vi scemunite appresso a Cochi e Renato, Zelig, Camera Cafè, Colorado, i Villa per Bene, i Ditelo Voi, Stanlio e Uoglio e Benny Hill. Intorno al 66esimo m’è fatt fa na risata talmente forte che la signora affianco è venuta a chiedere se era tutto apposto o ero andato con le chiocche a terra. CICERELLI 6: Sarebbe dovuto partire titolare ma se l’erano scordato nel pullman, arriva a piedi dal deposito ed entra in campo col solito piglio intraprendente e sbarazzino.

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CASTORI 9: Simpatico equivoco con Sir Claudio Ranieri che, a un quarto d’ora dalla fine, gli chiede se può affettargli due etti di prosciutto cotto tagliato fino fino come piace a lui e alla signora.

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Nato nel '90. Due passioni governano i moti del cuore e, molto spesso, confluiscono l'una nell'altra: Salernitana e poesia.