Home Editoriale “Il terremoto del 1980 fu terribile, che stile Braida!”

“Il terremoto del 1980 fu terribile, che stile Braida!”

Il presidente provinciale Figc racconta la sua esperienza del terremoto e parla del prossimo dirigente della Cremonese

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Lunedì sera la Salernitana giocherà contro la Cremonese nel giorno del quarantesimo anniversario del terribile terremoto del 1980. Che cosa ricorda di quel 23 novembre?

“Ero ad Avellino per via della mia attività. Quella domenica, al Partenio, era in programma la gara del campionato di serie A tra l’Avellino di Luis Vinicio e l’Ascoli di G.B. Fabbri. Era stato designato un arbitro di Roma, Vittorio Benedetti, che conoscevo molto bene. Dopo la partita (vinta per quattro a due dall’Avellino, ndr), Benedetti con i due assistenti mi venne a salutare. Il tempo di un caffè e tutti e tre ripartirono. Io, invece, mi trattenni ancora per le ultime operazioni prima della chiusura e…”

Prego…

“Ad un certo punto la terra tremò con una violenza inaudita. Un movimento ondulatorio e sussultorio insieme così forte che mi ritrovai a terra per tre volte: avevo provato a correre per allontanarmi da una zona di potenziale pericolo per via della presenza di una gru nei pressi di un edificio interessato da lavori di ristrutturazione. Inoltre, ricordo il carburante venir fuori dai serbatoi dell’impianto: come una lava ridusse quasi in cenere alcune costruzioni abbandonate. Fu terribile. Riuscii a telefonare ai miei familiari che erano a Salerno e la sera tornai a casa. Ad Avellino la situazione era tragica, ma anche a Salerno trovai tanta confusione e paura”.

Quel giorno la Salernitana aveva pareggiato in casa con la Turris. Lunedì sera, invece, ospiterà la Cremonese. Che partita sarà?

“La squadra lombarda ha tre punti in classifica, ma una rosa superiore a molte altre compagini. La posizione che occupa non rispecchia il valore dell’organico. Probabilmente, ci saranno stati dei problemi di vario genere che ne hanno reso complicata la partenza. Ora, però, la società mi pare voglia dare una svolta come dimostra l’ingaggio di Ariedo Braida“.

Che cosa pensa dell’ex dirigente del Milan?

“Innanzitutto, ho il ricordo personale di un calciatore sempre educato e di gran classe. Mi è capitato di arbitrarlo in alcune gare quando era il capitano del Monza. Sia come calciatore sia come capitano, Braida si distingueva per una grande signorilità. Sapeva come porsi nei confronti del direttore di gara ed era sempre molto educato. Da dirigente ha mantenuto il suo stile e la carriera che ha fatto parla da sola. Per la Cremonese è sicuramente un innesto importante”.

Farà come Galliani al Monza?

“Sono uomini di calcio vecchio stampo, sanno come muoversi ed hanno grande esperienza. Galliani al Monza ha portato un allenatore che conosceva già da calciatore, Brocchi, leggo che anche a Cremona potrebbe arrivare un tecnico di area milanista, cioè Roberto Donadoni. Credo, però, che la B oggi esprima dei valori ben precisi anche in merito agli allenatori. Bisoli, tanto per citare l’attuale trainer della Cremonese, si fa notare molto per il suo temperamento, ma dal punto di vista tecnico non mi pare in grado di guidare una squadra che punti al vertice”.

Così anche Brocchi e Donadoni, eventualmente?

“A mio giudizio sì. Sono due ottimi tecnici, per carità, ma uno mi pare non ancora pronto per certi obiettivi, mentre l’altro non allena da molto in Italia. In giro vedo allenatori molto preparati e più adatti per certi obiettivi”.

Qualche nome, prego?

“Mi sembra che Dionisi dell’Empoli e Zanetti, che ne ha raccolto l’eredità a Venezia, si stiano facendo notare per la capacità di innovare, di proporre cose nuove e di dare una impronta ben precisa alle loro squadre. Sarebbe stato interessante vedere uno di questi due sulla panchina della Salernitana. La società ha fatto altre scelte, però”.

Castori non le piace?

“E’ un tecnico esperto, che ha grinta e grande praticità. Non propone un gioco brillante, ma va bene così se alla fine ciò che interessa è il risultato”.

In sede di politica calcistica, invece, volano gli stracci ormai.

“Si legge di dispetti, ripicche, capricci. Io non sono così addentrato e non so cosa accada nelle segrete stanze. Di certo, il calcio sta vivendo una situazione difficile dal punto di vista della congiuntura economica e sanitaria e la scadenza elettorale rende ancora più complicato lo scenario. Mi sento, però, di dire una cosa: il calcio ha dato tanto in termini di tasse allo Stato e, al di là dei cinquanta milioni erogati dal Coni, non ha ricevuto nulla in cambio. La situazione per le società dilettantistiche è pesante, ma sono in sofferenza anche quelle ai piani alti ed è per questo che si sta facendo di tutto per far continuare lo show. Uno stop della serie A avrebbe effetti devastanti su tutto il sistema calcio”.