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“Massimo Grisi, grave perdita e dolore enorme. Gli arbitri? Ci sono problemi innegabili”

Il presidente provinciale Figc, Enzo Faccenda, ricorda Massimo Grisi. Il punto sulla Salernitana e sul mondo arbitrale

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La chiacchierata del giovedì con il presidente provinciale della Figc Salerno, Enzo Faccenda, questa settimana si apre con il ricordo di Massimo Grisi, che da poco era stato confermato come vice presidente vicario del Comitato Regionale Campano. Enzo Faccenda lo ha conosciuto ed apprezzato come amico e dirigente. “Massimo era diventato in poco tempo – ricorda Faccenda – un punto di riferimento fondamentale per il Comitato. Aveva la grande capacità di inquadrare subito le persone e non sono state poche le occasioni in cui io ed anche altri esponenti del Comitato abbiamo dovuto riconoscere che ci aveva visto bene. Sensibile, attento e profondo come era, sapeva riconoscere le persone che potevano arrecare danno ed allora consigliava a noi tutti di tenerci alla larga. Era una forma di autodifesa per sé e per gli amici. Spesso mi arrabbiavo con lui perché era fin troppo generoso al punto che era costretto a nascondermi le cose. Avevamo un rapporto bello, genuino, quotidiano. Lascia un vuoto enorme”.

E’ dura parlare di calcio, ma era una delle passioni di Massimo Grisi. Ed allora è giusto farlo anche per lui. Siamo a pochi giorni dall’elezione del presidente della Figc, ma, intanto, c’è stato il ribaltone ai vertici dell’Aia con la vittoria di Trentalange. Come l’ha accolta?

“Speriamo che ora l’Aia torni ad essere quello che prevede il suo statuto e cioè un’associazione e non una sorta di dittatura in cui chi non si adeguava viene estromesso. Per il mondo arbitrale è un momento difficile. Credo che il problema principale sia il fatto che gli arbitri di serie A guadagnino cifre che non sono più compatibili con l’idea del dilettantismo e che quelle cifre, alla fine della fiera, vengano garantite dalle società. Un arbitro che sbaglia oggi e sbaglia domani a danno di una big rischia di non arbitrare più e, dunque, di non guadagnare più certe cifre. E’ la storia del cane che si morde la coda. Basti pensare che ora anche i presidenti di sezione ricevono un gettone mensile e, quindi, anche la base può avere un interesse economico, seppur minimo rispetto ai piani alti”.

Il neo presidente Trentalange ha in animo di proporre al prossimo presidente Figc il doppio tesseramento dei giovani come calciatori e come arbitri per contrastare la crisi di vocazione dei fischietti. Che ne pensa?

“E’ una idea un po’ particolare, diciamo così. Non so se sia di facile attuazione, anche perchè sono due ambiti completamente diversi. Vedremo se troverà terreno fertile”.

Veniamo alla Salernitana. Col Vicenza un altro pareggio: che succede?

“Saremmo costretti a ripeterci, se dicessimo che questa squadra ha pregi e difetti noti. Col Vicenza si è preso un gol della domenica, ma non è concepibile che Giacomelli, una volta saltato Casasola, abbia calciato in porta senza trovare ulteriore opposizione dei centrocampisti. E’ vero che Tutino ha fallito un rigore, ma è pur vero che per tutto il primo tempo la Salernitana ha lasciato il pallino del gioco al Vicenza che ha sfiorato più volte il gol”.

Castori, secondo lei, dovrebbe cambiare qualcosa?

“Il tecnico ha fatto capire che non vede Cicerelli come titolare fisso e, perso Lombardi e con Kupisz infortunato, è rimasto di fatto senza esterni puri di centrocampo. Sappiamo come Castori intenda il calcio e, dunque, non possiamo pensare che ora faccia chissà quali rivoluzioni”.

Sabato c’è l’Ascoli…

“Gara molto difficile, contro una squadra in salute ed arrabbiata per l’immeritata sconfitta di Reggio Emilia. Ai bianconceri è stato fischiato contro un rigore molto dubbio, ma purtroppo la classe arbitrale attuale non è sempre all’altezza della situazione in tutti i suoi componenti. Sarà una partita molto difficile e sarà importante fare risultato per dare continuità e muovere la classifica”.

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Classe '76, non sempre è nervoso.