Home Editoriale L’ottimismo della ragione ed una sconfitta che è inattesa alleata dei granata

L’ottimismo della ragione ed una sconfitta che è inattesa alleata dei granata

I tre punti conquistati dal Monza sono più utili del pari sfuggito agli uomini di Castori

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Raccogliere con cautela i cocci di una battuta d’arresto dolorosa, prima di affidarsi all’ottimismo della ragione e continuare ad inseguire ostinatamente il sogno della promozione diretta. La delusione è fisiologica e inevitabile ma, paradossalmente, i risultati maturati ieri al termine della trentacinquesima giornata consegnano alla Salernitana addirittura qualche chance in più.

Se, infatti, la sconfitta contro il Monza ha impedito a Di Tacchio e compagni di approfittare dell’ennesimo passo falso casalingo del Lecce, è altrettanto vero che gli esiti provenienti dagli altri campi cadetti hanno provveduto a rendere meno impervio il tratto finale di strada che dovrà essere percorso dagli uomini di Castori.
Inutile girarci intorno: il torneo di serie B, al netto di improbabili sorprese nascoste nelle pieghe degli ultimi due turni, sarà deciso, in testa, nei prossimi novanta minuti di gioco.

La Salernitana ha un solo risultato a disposizione a Pordenone, la vittoria, e sperare, con ragionevolezza, che il Lecce non vada oltre il pari al ‘Brianteo’ di Monza. Dovesse verificarsi questa auspicabile e realistica combinazione, il campionato di Tutino e compagni, considerate le motivazioni prossime allo zero di Empoli e Pescara, potrebbe solo essere gettato alle ortiche negli ultimi centottanta minuti.

Altrettanto necessario, però, è acquisire in fretta la consapevolezza di una gara complicata da affrontare in Friuli. I ramarri, sconfitti a Reggio Emilia e condannati ad assistere al doppio exploit di Ascoli e Cosenza, dovranno cercare assolutamente di ottenere un risultato positivo contro la compagine granata, se non vorranno correre il rischio di essere risucchiati in un’inattesa zona play out.

Le giornate si riducono ed i calcoli diventano più semplici. I ritmi serrati suggeriscono di voltare immediatamente pagina e concentrare le residue energie psicofisiche sull’ultimo sforzo, lungo poco più di una settimana.
Spazio per rimpianti e tristezze non ce n’è, anche perché a sgombrare immediatamente il terreno provvedono una considerazione e un dato meramente matematico. La prima è figlia di una realtà inconfutabile: i ragazzi di Castori, perdendo contro il Monza, hanno fatto quasi un favore involontario a sé stessi, traendo un inconsapevole vantaggio dalla battuta d’arresto contro i brianzoli di Brocchi. Premesso, infatti, che le prossime tre gare avrebbero dovuto comunque portare in dote altrettanti successi, che il possibile pari non avrebbe consentito alla Salernitana di annullare lo svantaggio in classifica sul Lecce (a parità di punti, i salentini farebbero valere la supremazia negli scontri diretti), i due punti in più ottenuti dai brianzoli, rientrati prepotentemente in corsa per la promozione diretta, rendono decisamente più arduo il compito dei salentini contro Balotelli e compagni. I quali, se non avessero fatto bottino pieno a Salerno, probabilmente non sarebbero stati accompagnati nel match contro i pugliesi dal medesimo entusiasmo intriso di furore agonistico scatenato dall’autorevole vittoria conseguita sul prato dell’Arechi.

A spazzare definitivamente via afflizioni post sconfitta contro i lombardi e scoramenti che rischierebbero di compromettere l’approccio all’imminente match in terra friulana, infine, ci pensa una semplice constatazione numerica: la truppa granata, con i suoi 39 gol realizzati in 35 partite, occupa un mesto dodicesimo posto nella graduatoria delle squadre più prolifiche del campionato. Performance da medio-bassa classifica che, francamente, rende risibile qualsiasi analisi fondata sul ”ciò che poteva essere e non è stato”.

Raccogliere i cocci con cautela ed evitare di tagliarsi, mandar giù con rinnovato entusiasmo il bicchiere assolutamente pieno e, soprattutto, convincersi che il destino di questa stagione resta nelle proprie mani. Dieci giorni da vivere con fiducia e spirito battagliero. Dieci giorni per scrivere una dei capitoli calcistici più esaltanti della storia dell’Ippocampo.

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