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Salernitana, che sia un silenzio d’oro!

Un'altra settimana si chiude senza fatti nuovi sul fronte societario. Il conto alla rovescia è cominciato

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Dicendo e non dicendo, lasciando che ogni parola sia oggetto di libera interpretazione dell’interlocutore di turno, si finisce col dire e non dire. In fondo, in questo modo, si può sempre trovare una sorta di scappatoia.

Del tipo: “Ve lo avevo detto, ma non mi avete capito”. Oppure: “Questa cosa non l’ho mai detta, siete voi che avete capito male”.

A due settimane dalla promozione in serie A, Salerno ancora stenta a realizzare la portata dell’accadimento. I momenti di festa, condivisione ed aggregazione – per quanto limitati e soggetti a regole ben precise in tempi di pandemia – servono, in fondo, anche a realizzare la cosa in sé. Ce lo si ripete tra amici, tra conoscenti, tra perfetti sconosciuti, cantando, mostrando simboli in cui si ravvisa una comune appartenenza perché la promozione è arrivata quasi di soppiatto.

Sottilizzare su quanto ciascuno di noi la ritenesse o meno possibile a settembre scorso serve a poco. Ora serve prepararsi nella maniera giusta per tenersi stretta la massima categoria, dimostrando di meritarla sotto tutti i punti di vista.

Dallo stadio a tutte le infrastrutture collegate (con la squadra in serie A si spera non sia una abitudine la chiusura della metro nel giorno della partita, visto che proprio il trasporto pubblico dovrà essere potenziato per non far sembrare troppo piccolo il parcheggio dell’Arechi), bisognerà compiere un salto di qualità importante.

Non meno importante è la definizione della struttura societaria del club granata. Lotito e Mezzaroma sono stati in città molto spesso nell’ultimo periodo, l’ultima volta appena venerdì scorso quando sono stati ricevuti in Comune per la meritata passerella.

In quella sede qualcuno si sarebbe aspettato dai due patron una parola di maggiore chiarezza sul futuro della Salernitana. Qualcuno ha colto segnali tali da far pensare ad un imminente, se non già avvenuto, passaggio di consegne; qualcun altro, invece, non ha dato la stessa interpretazione. E, dunque, si torna al punto di partenza. Lotito e Mezzaroma hanno confermato una volontà di rispettare le regole, non svelando, però, nulla circa le modalità attraverso cui adempiere a questo obbligo/proposito.

Per molti, la soluzione del problema è lampante, tanto che anche un bambino lo capirebbe: la cessione.

Per altri, invece, è giusto che i due imprenditori rivendichino il diritto a non svendere il proprio bene o a conservarne almeno in parte la proprietà: e giù una ridda di ipotesi, alcune anche ingegnosissime per carità.

Ad oggi, sulla vicenda non è stata pronunciata una parola che vada in una direzione precisa. Dopo il commiato di Cristina Mezzaroma, forse sarebbe stata auspicabile una maggiore chiarezza da parte dei due patron. Se, però, finora non è stato detto di più, o non è stato detto qualcosa di chiaro e certo, c’è quanto meno da augurarsi che questo silenzio che s’è riempito di mezze frasi e di tante illazioni possa essere preludio ad un annuncio.

La Salernitana deve iscriversi al campionato di serie A entro il 28 giugno ed entro il 25 del mese prossimo la Figc ha chiesto all’attuale proprietà di risolvere il problema della doppia proprietà. “All’inizio della stagione ho deciso che si doveva vincere il campionato”, ha più volte ribadito Claudio Lotito. Sarà vero ed allora si vuol davvero far credere che un imprenditore così lungimirante non abbia pensato anche alle conseguenze che avrebbe comportato la vittoria del campionato?

Difficile crederlo. Com’è difficile credere che un imprenditore così scafato possa consegnare la Salernitana in mani poco affidabili. Su certe indiscrezione, il silenzio è veramente d’oro.

“Servono i fatti”, ha detto Lotito a proposito di alcune offerte ricevute. I fatti, appunto. Operare in silenzio è il segreto e la forza di chi li fa per davvero. Da domani in poi è lecito aspettarsi comunicazioni ufficiali.

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