Home News La storia si ripete. Estate 1991, la telenovela Soglia-Calabrese-Corsicato

La storia si ripete. Estate 1991, la telenovela Soglia-Calabrese-Corsicato

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Corsi e ricorsi storici”. Questo era il “mantra” del pensiero di Giovambattista Vico, filosofo e storico napoletano vissuto a cavallo tra il Seicento e il Settecento, che appunto affermava come la storia fosse un continuo di eventi che si ripetono ciclicamente. Una teoria che sembra essere confermata da cosa sta succedendo in casa Salernitana.

Come è oramai noto ai più, la società granata neopromossa in A deve essere ceduta entro il 25 giugno da Lotito e Mezzaroma per consentire l’iscrizione al campionato di massima serie (ed è perfettamente inutile che qualcuno continui a sparare balle spaziali come trust e cavolate simili, se la Salernitana dovesse vergognosamente sparire dai radar del calcio professionistico italiano per la terza volta, i responsabili saranno unicamente gli attuali vertici societari).

Il problema è che i due copatron stanno (volutamente o no, lo sapremo tra qualche giorno) nicchiando e questa situazione rende assolutamente ansiosi i tifosi granata. Così come erano ansiosi l’estate di 30 anni fa.

La Salernitana di don Peppino Soglia retrocesse in Serie C1 mercoledì 26 giugno 1991, perdendo per 1-0 con gol di Marulla ai supplementari, lo spareggio contro il Cosenza all’”Adriatico” di Pescara. E l’inizio del mese di luglio fu ancora più drammatico. Soglia disse a chiare lettere che non poteva più permettersi la gestione della Salernitana e il futuro del club granata era a rischio.

Cominciò quindi la ridda di voci di imprenditori interessati ad acquistare il sodalizio dell’Ippocampo e il 13 luglio avvenne la tanto sospirata svolta. In una conferenza stampa tenutasi al Jolly Hotel, Leonardo Calabrese, imprenditore nel ramo della sanità privata (scomparso da pochi mesi) e il costruttore napoletano Antonio Corsicato, annunciarono l’acquisto della Salernitana da Soglia. L’imprenditore di Castel San Giorgio affermò in un comunicato di “aver mantenuto l’impegno con la città, affidando la società in buone mani”.

Il tandem Calabrese-Corsicato venne appoggiato sia dalla politica (con l’allora sindaco Vincenzo Giordano e il Ministro alle Aree Urbane Carmelo Conte in prima linea), sia da altri imprenditori come Vittorio Wanderlingh, azionista di maggioranza del Bologna. I due, nonostante qualche piccola diatriba, fecero anche le prime scelte tecniche. Il nuovo allenatore sarebbe stato Franco Vannini, mentre Ferruccio Recchia venne ingaggiato come nuovo direttore generale.

Insomma, tutto risolto? Neanche per niente. Il 26 luglio, Soglia annunciò il fallimento della trattativa poiché né Calabrese, né Corsicato avevano versato quanto pattuito. L’indomani, Calabrese rispose a Soglia da par suo. L’imprenditore salernitano convocò una conferenza stampa nella quale esibì gli assegni in bianco destinati a Soglia, che avrebbe solo dovuto fargli sapere la cifra che voleva. La situazione rimase in fase di stallo, quando il 31 luglio Soglia tirò fuori dal cilindro il coniglio tanto atteso: Pasquale Casillo.

Speriamo che anche in quest’occasione la storia si possa ripetere.

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