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Se domandare è lecito, rispondere è cortesia. I trustee hanno parlato. Che hanno detto? Niente. Quasi.

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La buona notizia è che sul Pianeta Trust c’è vita.
Se domandare è lecito, rispondere è cortesia. I trustee hanno parlato.
Che hanno detto? Niente. Quasi.

La pec -è evidente- era tesa a fugare dubbi ed illazioni circa la volontà dei disponenti di una reale, concreta cessione della società a soggetti non collegabili al passato.

I Trustee non hanno contribuito alla causa della buona fede che -per carità- va presunta.

Si invoca la riservatezza di un atto che è già passato per le mani di molteplici professionisti, sottoposto al vaglio della Figc che ne ha -dicono- dettato linee guida, paletti, principi e presupposti. S’è inteso trincerarsi, per carità: pure Fanny Hill invocava la sua virtù.

Comunicare se la valutazione del bene sia prevista, a che punto sia, chi la stia facendo non avrebbe desecretato i Misteri di Fatima ma tant’è: ne hanno facoltà.

I Trustee sottendono una procedura fatta di manifestazioni di interesse cui debba seguire altro: Gravina parlò di una società che poteva essere venduta l’indomani. Qualcuno mente o qualcun altro ignora.

Si fa riferimento ad offerte irrevocabili da far pervenire sui canali preposti: irrevocabili poi fino a quando? Al 3 settembre? Al 30 dicembre? Quando il valore ben potrebbe abbassarsi?
Più che un acquirente, servirebbe un temerario.
Il buio.

Fabiani ed i Trustee intonano le stesse note: rivolgetevi alla società. Beh, il Generale o è timido o in ferie: non si conosce il suo volto, né la sua voce. Appaia. Potrebbe rispondere a qualche domanda. Perché rispondere è cortesia.

La stessa che ci saremmo attesi dai disponenti nei confronti del Comune, che loro ha concesso le chiavi della Prima Squadra Cittadina. Almeno a Palazzo di Città il segretissimo dettato del Trust potevano comunicarlo.

Quello stesso Palazzo che, invero, da anni tace dinanzi a tanto scempio.
Ma questa è un’altra storia, le urne non distano poi troppo.

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