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In un mare di sorprese, navigano pochissime certezze: “quarta giornata di Serie A”

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Guardando le gare alla vigilia, ci aspettavamo lo spettacolo e lo abbiamo ottenuto, navigando in un mare tempestoso mettendo a dura prova le nostre emozioni.

Sono proprio le sensazioni positive che in questa giornata ci hanno fatto ricredere, pensando a chi non riesce a vincere e a chi invece continua come un cavallo a galoppare.

Sassuolo – Torino

La sofferenza di un percorso dopo ripetuti infortuni, le possibilità di rilanciarsi cercando la fiducia negli occhi di un tecnico. E’ proprio Juric a credere nel ragazzo croato, colui che gonfia la rete e consegna altri 3 punti al Toro, in trasferta al “Mapei” convincendo anche i tifosi vogliosi di riscatto.

Genoa – Fiorentina

Calma piatta, servono idee e il nuovo tecnico viola sembra averne tante. La ripresa corrisponde alla svolta, Saponara premia la scelta, fino a calare un “Jack” sul prato verde di “Marassi”, mandando in estasi il suo popolo. Non serve a niente la precisione chirurgica dagli 11 metri, è tutto da rifare per il Grifone.

Inter – Bologna

Vietato cambiare canale, perché questa non è una partita di un altro sport, ma spettacolo garantito offerto dai ragazzi di Simone Inzaghi. Insaziabili campioni affamati di vittoria, e chissà come riuscirà a motivare i suoi Sinisa. Lo scopriremo nel turno infrasettimanale, quando il Grifone arriverà al “Dall’Ara” con gli occhi del riscatto.

Salernitana – Atalanta

Guardando la formazione i dubbi erano leciti, anche perché a Salerno arrivava l’armata bergamasca di Gasperini. Franck Ribèry incanta il pubblico e sussurra con la classe la possibilità di far male, ma se un palo vuol premiare i granata, purtroppo la Dea è come una sentenza dopo 75 minuti.

Rammarico che non ti aspetti e che impone un duro lavoro mentale, perché certe gare puoi vincerle con la testa.

Empoli – Sampdoria

La nuova casa, la nuova maglia, ma la sete di gol non cambia. Caputo fa cantare i nuovi tifosi e stende da solo la squadra di Andreazzoli. Da rivedere l’atteggiamento empolese, per evitare una scia di risultati negativi.

Venezia – Spezia

Visione di calcio chiara e precisa, Motta convince e torna dalla laguna senza voce. Bourabia allo scadere espugna il “Pier Luigi Penzo”, superando in classifica proprio il Venezia stesso.

Lazio – Cagliari

Chi possiede la scarpa d’oro è colui che apre le danze all’Olimpico, mettendo a tacere tante critiche che a quanto pare non lo hanno minimamente scalfito. Cambia la musica, a ritmo di samba Joao Pedro usa la testa, sinfonia completata da un gol dell’ex che non esulta per rispetto del proprio passato biancoceleste.

Non ci sta a perdere, Cataldi lascia partire un dipinto e bacia lo stemma, dichiarando apertamente il suo senso di appartenenza.

Hellas Verona – Roma

Sotto una pioggia incessante, un capitano colpisce di tacco e corre festeggiando un gol da cineteca. Tudor incassa e sgancia due colpi che mandano al tappeto Mou, ma poi quest’ultimo reagisce ed è tutto pari.

Geloso della scena, voglioso di chiudere in bellezza regalando una gioia finalmente, perché è di Faraoni il gol che brilla più degli altri nella quarta giornata.

Juventus – Milan

Pretendere di vincere giocando solo un tempo, sottovalutando l’avversario che si ha di fronte, è il primo errore da non fare per diventare grandi.

Dimentichiamoci la Juventus degli anni precedenti, andiamo a fondo e notiamo tanti limiti sul quale il tecnico dovrà lavorare, a differenza di un Milan dotato di cuore e con idee chiarissime per far male a chiunque.

Rammarico per chi? Il pareggio è il risultato più giusto all’Allianz Stadium.

Udinese – Napoli

Si avventa come un falco Osimhen, su quel pallonetto che toglie la gloria al capitano.

E’ una serata magica in terra friulana, è uno schema perfetto quello che manda in gol prima Rrahmani e poi Koulibaly, mentre Lozano si diverte emulando il proprio capitano.

E’ un Napoli bello che si gode questo meritatissimo primato.