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Addio a Galeazzi, il ricordo di Fabrizio Failla: “Una persona perbene, che emozione quel collegamento per Novantesimo Minuto”

Per tutti gli sportivi la scomparsa del popolare giornalista è una grave perdita, il Caporedattore di Raisport lo ricorda con grande commozione: ed affetto

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Giampiero Galeazzi, storico volto del giornalismo sportivo targato Rai e voce indimenticabile di tante imprese degli atleti azzurri, su tutte le vittorie raccontate con il suo inimitabile stile dei fratelli Abbagnale, si è spento oggi all’età di 75 anni. La sua scomparsa ha lasciato sgomenti i tantissimi estimatori del popolare giornalista, per anni inviato Rai e poi conduttore di Novantesimo Minuto.

Proprio legato alla storica trasmissione della domenica pomeriggio, che portava i gol del campionato di Serie A nelle case degli italiani, è il ricordo che ha voluto raccontare alla redazione di Solosalerno.it il giornalista salernitanto Fabrizio Failla, oggi Caporedattore del calcio di Raisport. <<Ero inviato per Fiorentina- Lazio, partita che per Giampiero, tifoso storico dei biancocelesti, era molto importante. La Lazio pareggiò nel recupero ed io curai il mio primo collegamento per Novantesimo Minuto. Al termine del mio intervento dallo stadio Franchi, Galeazzi mi fece in diretta i complimenti per il mio ottimo reportage e per me fu una grandissima emozione ed una bellissima soddisfazione. Non ero certo alle prime armi, ma quei complimenti mi fecero davvero molto piacere. Giampiero era una persona perbene, amava stare in compagnia e tenere banco. Aveva sofferto molto per il pensionamento e soffriva per le sue difficoltà fisiche. Era stato un grande sportivo, aveva fatto sport ad alti livelli, diventando un campione di canottaggio e con gli anni quel suo corpo che si era trasformato e che gli impediva di avere l’agilità di un tempo era motivo di sofferenza. Nonostante tutto, era sempre pronto a dare consigli, a raccontare le sue storie con quel suo stile inconfondibile. La sua scomparsa lascia un grande vuoto in tutti>>.

Tanti i momenti di condivisione professionale e non solo che vengono alla mente del Caporedattore di Raisport: <<Siamo stati vicini di stanza ai Mondiali del 2006, abbiamo vissuto da inviati l’avventura dell’Italia di Zoff ad Euro 2000. Con lui c’era sempre da imparare ed era facile andare d’accordo. Lascia un segno indelebile nel modo di raccontare lo sport e nella storia della Rai>>.

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Classe '76, non sempre è nervoso.