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Dario Freccero ( Il Secolo XIX):«Sarà il derby dei Trust, un caso più unico che raro»

Salernitana-Sampdoria, due squadre flagellate dagli infortuni, entrambe con l'acqua alla gola. Domenica all'Arechi Colantuono e D'Aversa si sfideranno a viso aperto per provare ad accaparrarsi punti preziosi in chiave salvezza.

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Dopo la pausa legata agli impegni della Nazionale, riprende la serie A: domenica la Salernitana disputerà la 13/a giornata di campionato. La squadra granata sarà di scena all’Arechi contro la Sampdoria di mister D’Aversa. Per i padroni di casa ed i blucerchiati è già una partita fondamentale ai fini della classifica. La squadra ligure – come quella campana – non gode di un’ottima posizione in classifica, per approfondire i retroscena che precedono l’incontro del fine settimana, la redazione di SOLOSALERNO ha intervistato Dario Freccero – giornalista del Secolo XIX.

L’avvio di stagione dei blucerchiati è stata tutt’altro che positivo: a cosa è dovuto questo momento negativo ?

«La Sampdoria non è partita bene, nonostante le primissime partire avessero lasciato ben sperare. Aveva pareggiato in casa con la scudettata Inter, aveva perso di misura contro il Milan, non era partita male. Poi, la situazione si è complicata. Nonostante la rosa sia abbastanza competitiva, ha avuto molti infortuni: Gabbiadini, Vieira sono calciatori che D’Aversa utilizzava sulla fascia sinistra, quindi, si è trovato a dover snaturare un po’ il suo modulo classico: il 4-4-2. Tutto questo ha portato un po’ di alti e bassi che, nell’ultimo periodo, sono diventati soltanto bassi. Tanti i gol incassati, 7 sconfitte e sole 2 vittorie. Alla fine, 9 punti in 12 partite è un bilancio veramente magro. I motivi più verosimili sono: gli infortuni ed i continui cambiamenti di D’Aversa, soprattutto, per quanto riguarda i moduli. Il mister non ha ancora trovato una quadratura: in 12 partite ha cambiato 5 moduli. Quindi, il nuovo tecnico sembra essere ancora alla ricerca di un assetto valido, sta prendendo le misure per capire come far girare e giocare la squadra».

La panchina di D’Aversa è

a rischio?

«Sembrava già destinata a saltare dopo la sconfitta col Bologna. La partita di Salerno sarà l’ultima spiaggia: o dentro o fuori. Se dovesse perdere in Campania, non gli verrà data un’altra chance».

Lo scontro di domenica, quindi, sarà fondamentale per entrambe le squadre, che Sampdoria si aspetta ?

«Per la Sampdoria è una partita da acqua alla gola. Il modulo sarà un mistero, ci sono nuovi infortuni: Yoshida è tornato dalla partita col Giappone con un piede dolorante, Silva è squalificato, c’è da capire se la richiesta per ridurre la squalifica possa passare da due giornate ad una, se venisse accolta, Silva potrebbe essere impiegato a centrocampo. Il modulo è condizionato da queste notizie, al momento sarebbe un 4-3-3, il mister ha pochi centrocampisti a disposizione».

Come valuta il ritorno di Colantuono a Salerno?

«4 partite ed 1 vittoria, almeno, ha vinto a Venezia, sicuramente, poteva fare meglio. Per quanto riguarda il gioco, le prestazioni della Salernitana non sono state del tutto negative, come lo 0 a 1 col Napoli. La gara con la Samp sarà un banco di prova anche per Colantuono, dovrà dimostrare di essere all’altezza della missione salvezza. Non sarà facile, ma nemmeno impossibile».

Cosa occorrerebbe alla Salernitana per evitare di essere solo una comparsa nel campionato di serie A?

«Il calciomercato non è stato negativo, sicuramente, ci si aspettava qualcosa in più da Simy. Comunque, 12 turni sono ancora pochi per tirare le somme, il girone di ritorno, tra nuovi innesti e recuperi, potrà consentire ad alcune squadre di riprendersi».

La Salernitana non ha ancora una proprietà, sarà una parentesi che – ad ogni modo – passerà alla storia e farà la storia giuridica del calcio italiano. Quanto crede stia influendo questa precarietà sulla squadra e sulla città?

«Anche la Sampdoria a suo modo è nelle mani di un Trust: Ferrero ha dei procedimenti in corso con le sue aziende del cinema che gli hanno fatto parzialmente congelare la proprietà della società. Sarà il derby dei Trust, penso possa definirsi un caso più unico che raro. Una situazione simile andrebbe risolta nell’immediato, altrimenti le ripercussioni potrebbero essere spiacevoli».

Cosa si aspetta dalla gara di domenica?

«In campo ci sarà molta preoccupazione, tanta tensione. Perdere la partita sarebbe molto pesante per entrambe le compagini. Tecnicamente sarà una sfida tra due squadre impelagate nella lotta per non retrocedere, quindi, se una delle due dovesse perdere, rischierebbe di cancellare una buona occasione per mettersi alle spalle una diretta concorrente».

Quali calciatori potrebbero essere decisivi?

«Per la Salernitana sicuramente Bonazzoli. Federico ha tanta voglia di dimostrare alla sua Sampdoria di saper fare bene, sottolineando l’errore commesso dal club che nell’ultimo biennio lo ha ceduto in prestito. Per la Samp, invece, Candreva potrebbe fare la differenza, da inizio stagione è uno dei pochi – se non l’unico –  che tiene in piedi la squadra con gol, assist e tantissimi cross».

Dario Freccero, Il Secolo XIX
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Sono Raffaella Palumbo, classe 1990, salernitana dalla nascita. Per varie vicissitudine, sono espatriata a Genova da quando avevo 21 anni, nel capoluogo ligure esercito la professione di insegnate. Amo la vita in tutte le sue sfaccettature, non trascuro i dettagli. L'ottimismo, la curiosità, la follia, l'intraprendenza ed il sorriso sono caratteristiche di cui non posso fare a meno. Tra le gioie più grandi della mia vita rientra mia figlia: Martina. La pallavolo, la scrittura, i viaggi e la Salernitana sono le mie principali passioni. La benzina delle mie giornate risiede in tre espressioni che non cesso mai di ripetere a me stessa e agli altri: " VOLERE è POTERE, CARPE DIEM e PER ASPERA AD ASTRA"!!!