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Gli eroi della “primA voltA” – Carmine Iacovazzo – 1/a puntata

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Nei suoi primi cinquant’anni – la Federazione Italiana Giuoco Calcio è nata nel 1898 – il calcio in Italia era uno sport i cui protagonisti principali, ossia i calciatori, certo non avevano gli stessi ingaggi dei loro colleghi contemporanei. Chi giocava a calcio fino agli anni ’50 era poco di più di un dilettante. I giocatori erano si stipendiati, ma le spettanze consentivano loro di vivere una vita dignitosa e semplice, paragonabile a quella di un qualunque comune lavoratore. Eppure, la vigoria e la trance agonistica che i calciatori mettevano in campo era esponenzialmente maggiore di quella odierna. Le partite erano autentiche battaglie e sul campo i contrasti, seppur sostanzialmente corretti, erano molto pesanti. Gli attaccanti di allora certo non saltavano di gioia quando sapevano che la domenica successiva avrebbero dovuto affrontare un difensore duro e tignoso, categoria alla quale appartiene senza ombra di dubbio Carmine Iacovazzo.

Nato a Salerno il 16 Gennaio 1920, in una famiglia numerosa con sedici figli, otto maschi e otto femmine, come tutti i salernitani purosangue, il suo primo “campo da calcio” è la spiaggia di Santa Teresa. Sulla sabbia, il quindicenne Iacovazzo comincia a dare i suoi primi calci al pallone e lì viene notato dal segretario della Salernitana Tommaso Granati. Nel 1936, l’allenatore ungherese Ferenc Hirzer lo promuove in prima squadra e a sedici anni, nove mesi e ventidue giorni fa il suo esordio in Serie C in Bagnolese-Salernitana 0-2. Schierato maggiormente a centrocampo, gioca in quel torneo 15 partite trovando per tre volte la via del gol. Il primo in assoluto è datato 27 Dicembre 1936, con Iacovazzo che apre le danze nella vittoria per 3-1 contro la Mater Roma. Le altre due marcature sono quella che, la settimana successiva, timbra il definitivo 2-0 della Salernitana a Lecce e poi una rete delle quattro che la Salernitana rifila al Foggia, in una sfida che al campo Littorio di Salerno termina 4-3 per i bianco-celesti.

La stagione successiva termina per Iacovazzo con la gioia della promozione ( la prima in assoluto della storia della Salernitana) in Serie B, anche se dal punto di vista personale, un infortunio lo tiene lontano dai campi, tant’è vero che Iacovazzo poté disputare solo cinque partite in quel torneo con un solo gol all’attivo, quello del definitivo 5-0 sul Cagliari. Il campionato seguente quindi, sia per la Salernitana che per Iacovazzo vi è la grande vetrina della Serie B. Purtroppo, anche e soprattutto a causa  della sciagurata partita con l’Anconitana, la Bersagliera fa subito marcia indietro, mentre Iacovazzo si fa ben valere con 23 presenze e 3 gol: la rete della bandiera nella disfatta di La Spezia (3-1 per i liguri), il gol dell’illusorio pareggio della sfida interna con il Verona, con gli scaligeri che si impongono per 4-2 e una delle sette marcature con le quali la Salernitana travolge la Sanremese. Nell’estate del 1939, le offerte dalla B per Iacovazzo non mancano, ma vuoi per la giovane età (non aveva ancora compiuto vent’anni) vuoi per l’attaccamento quasi morboso nei confronti della sua squadra del cuore, Iacovazzo decide di rimanere a Salerno, pronto a riprendersi la Serie B con la Salernitana.

Un obiettivo che, per una serie di sfortunate circostanze, manca sia nel campionato 1939/40, sia nel torneo 1940/41. in entrambi i campionati, Iacovazzo è un pilastro della difesa bianco-celeste, trovando anche per due volte la via del gol (contro la Juve Siderno e la Pro Italia) ma purtroppo per lui i compagni non hanno il suo stesso rendimento. Le cose sembrano svoltare nell’estate del 1941, quando il presidente Scaramella riesce a ottenere dal difensore Gipo Viani il suo si al duplice incarico di allenatore e giocatore. È proprio grazie alle innovazioni tattiche del siracusano, la Salernitana domina il suo girone (con Iacovazzo che fornisce il suo prezioso contributo, consistente il 26 presenze e una rete segnata al Civitavecchia) e approda al girone finale per giocarsi la promozione in B da favorita.

All’improvviso, scoppia il caso Cozzi, dal nome del portiere della Cavese che sarebbe stato “corrotto” da due persone di Salerno non risultanti essere tesserate con la Salernitana. Elemento che però è sufficiente per escludere la Bersagliera dagli spareggi per la B. Un discorso rinviato di 12 mesi. Il contributo di Iacovazzo è esattamente lo stesso dell’anno precedente, vale a dire con 26 presenze e una rete nuovamente segnata al Civitavecchia, ma questa volta l’epilogo è ben più felice, dato che la Salernitana ritrova dopo cinque anni di assenza la Serie B. – continua –

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