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Mazzocchi e Coulibaly inesauribili e determinanti. Bene Dia e Piatek. La difesa continua a commettere decisivi errori individuali

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SEPE 6: leggerezza iniziale in disimpegno di piede, prima di respingere con i pugni la conclusione potente di Lammers. Nulla può sul colpo di testa ravvicinato di Satriano. Ripresa tranquilla, bravo nel tempismo sulle uscite. Incolpevole sulla deviazione di Fazio che lo taglia fuori.

BRONN 6,5: gioca sul centrodestra, gli attaccanti empolesi regalano pochi punti di riferimento, lui conserva la posizione diligentemente, soffre con i compagni di reparto gli imprevedibili attacchi empolesi ma non commette errori gravi. Bravo nella ripresa a chiudere su un insidioso cross da destra dell’Empoli. Nel secondo tempo mostra anche buona tecnica di base rendendosi protagonista di un cambio di gioco notevole e di tocchi non banali in fase di appoggio alla manovra offensiva.

GYOMBER 5,5: subito due chiusure efficaci in area, prima di testa, poi in tackle. Prima di lasciarsi beffare dal dribbling stretto di Lammers il cui tiro impegna Sepe. La difficoltà della gara non lo rende tranquillo negli interventi, Nicola se ne accorge e lo tira fuori dalla contesa. 56 DANILIUC 5,5: sbaglia l’anticipo su Lammers che trova il gol con un tiro fortunoso, subito dopo si riscatta con una diagonale in tackle che frena un’iniziativa empolese da destra. I mezzi ci sono, fisici e tecnici, forse a volte manifesta eccessiva sicurezza.

FAZIO 5: spesso impegnato nell’uno contro uno con lo sgusciante Satriano, compito non semplice ma lui regge con mestiere e vigore. I ritmi empolesi sono forsennati e imprevedibili e finisce per essere beffato dal giovane attaccante empolese. Ritorna in fretta ad essere mentalizzato sulla partita, ma nelle battute iniziali della ripresa lascia passare superficialmente un pallone sul quale rimedia Bronn. Troppo lento nel finale ad uscire su Lammers, che calcia e trova la deviazione dell’argentino che mette fuori causa Sepe.

CANDREVA 5,5: Parisi è un brutto cliente, perché lo attacca subito e arriva insidiosamente al cross. Si vede poco in fase attiva, sembra più preoccupato di non regalare facili corridoi all’arrembante terzino irpino. Più propositivo nella ripresa, cerca di affondare e andare al tiro ma resta complicata l’operazione di avere la meglio sul giovane dirimpettaio.

COULIBALY 7,5: la Salernitana soffre la iniziale vivacità empolese, tocca a lui strappare palla al piede per creare sporadiche superiorità numeriche o spostare il fronte del gioco. Il suo temperamento consente alla squadra di rubare qualche pallone sulle ripartenze avversarie. Fondamentale in un match assai difficile il suo inesauribile podismo che consente ai compagni di guadagnare campo. I suoi polmoni e continuano a renderlo utilissimo fino all’ultimo respiro, quando sporca l’assist destinato a Lammers che carica male il tiro.

MAGGIORE 6,5: partita tatticamente difficile, perché con un occhio deve badare a Pjaca e con l’altro seguire Grassi che costruisce dal basso e non sempre viene fronteggiato dalle due punte granata. Però è centrato, fa filtro, recupera diversi palloni che distribuisce con alterne fortune, prima di inserirsi nel cuore dell’area toscana e servire un assist non sfruttato da Vilhena. Combatte anche nella ripresa partecipando al forcing che consente alla squadra di ribaltare il risultato, prima di uscire esausto. 72 KASTANOS 5,5: prova a rendersi utile, ma le sue giocate sono sempre un po’ macchinose e prive di mordente.

VILHENA 5,5: primo tempo ricco di difficoltà, perché Haas si muove molto e spesso va a supportare Satriano sulla fascia destra. Non è brillante, mancano i suoi strappi offensivi, ha sul piede il pallone per colpire a pochi passi da Vicario ma il tiro è troppo masticato e termina sullo stinco di un difensore ospite. Cresce il livello della sua prestazione nel secondo tempo, comincia schermando Grassi, ma è più dinamico, guadagna punizioni interessanti, cerca di essere nel vivo dell’azione, prima di perdere un sanguinoso pallone che regala una pericolosa ripartenza all’Empoli.

MAZZOCCHI 8: la squadra è carente di idee, fa fatica in entrambe le fasi, tocca a lui dare qualcosa in più spingendo da ala pura e trovando il bellissimo gol che riporta in parità il match. Tamburo costante e percuotente anche nella ripresa, affonda, si accentra, calcia in porta e sfiora la doppietta, dando sempre la sensazione che possa determinare qualcosa. 82 BRADARIC 5: gioca poco più di dieci minuti, rischia un dribbling che fa ripartire l’Empoli, non commette un fallo tattico facendo arrivare la punta toscana nei pressi dell’area di rigore granata.

BONAZZOLI 5: impalpabile nel primo tempo, non si vede in zona gol, fa mancare anche l’abituale lavoro di cucitura e di regia tra le linee. 56 PIATEK 6,5: si fa immediatamente sentire, gestisce un pallone fino a guadagnare il corner sul cui sviluppo i granata trovano il vantaggio. Attacca la profondità e sfiora il gol con un diagonale smanacciato da Vicario, ma si sacrifica anche in fase difensiva e prova a dialogare costantemente con i compagni.

DIA 7: la squadra inizialmente non trova facilmente spazi, lui arretra tra le linee, si gira e parte come un razzo ma il tiro non ha fortuna. Anche quando la partita è difficile, lui cerca di restarci dentro muovendosi senza palla, dettando il passaggio e rinculando per far respirare la squadra, ma i rifornimenti latitano e lui non può fare miracoli. Però dimostra ancora una volta di essere attaccante di razza quando di opportunismo si rende protagonista della zampata che porta in vantaggio i granata. 82 BOTHEIM 6: non si risparmia, lavora bene un pallone in sponda aerea e prova a calciare dai diciotto metri ma trova la deviazione dello stinco avversario.

ALL. NICOLA 6: Zanetti gli crea non pochi problemi dal punto di vista tattico, perché regala pochi punti di riferimento offensivi ed i suoi uomini si muovono compatti senza palla. La sensazione è che i tre difensori centrali granata non sappiano bene cosa fare e vadano costantemente in difficoltà quando l’Empoli si distende in avanti. La squadra rientra in campo con grande aggressività nel secondo tempo, gioca più alta e prova ad essere propositiva sulle due corsie esterne. L’Empoli va in difficoltà sulla pressione granata e capitola. Vilhena ad inaridire Grassi e Piatek a dare fisicità all’attacco aggiungono punti alla sua lucida rivisitazione tattica. La partita sembra mettersi per il verso giusto, ma l’ennesimo errore difensivo individuale gli nega la gioia dei tre punti.

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