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Diario Mundial: Caravaggio

L'infanzia e l'ascesa, alla scoperta dell'artista croato simbolo dell'intera nazione

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“Come Caravaggio”, per poter far capire quanto Luka Modric sia “venerato” a Madrid basterebbe semplicemente questo paragone. Se il buon Michelangelo Merisi disegnava arte, Zouko nel rettangolo verde è solito disegnare calcio. E’il simbolo della Croazia, uomo capace di unire e far gioire un’intera nazione con la maglia a scacchi e sollevando un Pallone d’Oro che fu quello della rottura del duopolio Messi-Ronaldo.

L’infanzia

A sei anni ogni bambino avrebbe il diritto ad essere spensierato, il piccolo Luka invece a quell’età ha conosciuto la guerra. L’anno era il 1991, il giorno il 17 agosto, data nella quale scoppiò il conflitto che vide contrapposti- fino al 1995- da un lato la Croazia (quest’ultima appena proclamatasi indipendente) e dall’altro la Marina e l’Esercito Popolare della Jugoslavia. Il giovane Luka, anche a causa del brutale assassinio di suo nonno, fu costretto a lasciare la sua casa d’infanzia e rifugiarsi nel Kolovare Hotel di Zadar. Le cose nella nuova città (dove la sua famiglia restò per sette anni) non erano molto diverse dal luogo di nascita visti continui bombardamenti che imponevano a Modric e connazionali di dover costantemente trovare luoghi in cui ripararsi.

Il calcio fonte di salvezza

In questi duri anni, però, Luka Jr (chiamato così in onore del nonno) riuscì ad avvicinarsi al calcio. Allo stupore corrispondevano anche i dolori calcistici come il rifiuto dell’amato Hajduk Spalato che decise di scartarlo in quanto troppo magro. Ma gli ostacoli, così come nella vita anche nel calcio, per il Caravaggio di Croazia sono solo da eludere con una delle sue sterzate e la volontà di emergere lo portò alla Dinamo Zagabria dove, dal 2003, ha avuto inizio la sua ascesa.

Le vittorie

Nel 2004 è stato eletto Speranza Croata dell’anno e dopo cinque anni in patria, il Tottenham lo porta il Inghilterra. Con gli Spurs si afferma e conquista un posto da perno in nazionale (gioca anche il Mondiale del 2006) facendo incetta di premi sia in Croazia che dal punto di vista internazionale. Dal 2012 è la mente del Real Madrid, con i blancos ha praticamente vinto tutto ciò che c’era da vincere come dimostrano le cinque Champions, i quattro Mondiali per Club e le altrettante Supercoppe Europee. Dal punto di vista individuale, invece, oltre al Pallone d’Oro del 2018, il dieci madrileno nello stesso anno è stato eletto Miglior Giocatore d’Europa e del Mondo mentre per sette volte è stato nominato giocatore dell’anno in Croazia.

Qatar 2022

Quello di quest’anno, però, potrebbe essere l’ultimo Mondiale per il Caravaggio blanco. I Vatreni (italianizzato “I Focosi), dopo alcune difficoltà, sono riusciti a superare ai rigori l’ostico Giappone ed ora lanciano la sfida al favoritissimo Brasile. Dinanzi a sè, Modric avrà volti per lui noti come i vari Vinicius, Rodrygo, Eder Militao, Casemiro, compagni di squadra (l’ultimo ex compagno) nelle Merengues. La Croazia, però, di fare la vittima sacrificale proprio non ne ha voglia e conquistare la seconda semifinale consecutiva è un obiettivo mai nascosto. Per farlo i biancorossi si “aggrapperanno” all’inventiva del loro capitano, del loro simbolo, dell’uomo che da una tela bianca crea il capolavoro proprio come Caravaggio.

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Tutto in 90 minuti: per me il calcio è tutto il mondo che sta all'interno di quell'ora e mezza (più recupero). Sono un grandissimo appassionato del gioco del calcio, indipendentemente dai colori: semplicemente, sono innamorato del gioco. Ho iniziato questo "viaggio" a 17 anni, poi l'avventura con il Quotidiano del Sud e SalernoSera a 20, ora sono il telecronista di SoloSalerno. L'obiettivo è migliorare sempre più.