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Gli ex di Salernitana – Atalanta: dallo scambio Ederson – Lovato a Gasperini, assente Ruggeri

Esperienza indimenticabile a Salerno per il brasiliano, già a segno da ex nella gara d'andata. Un anno da calciatore granata per il tecnico nerazzurro

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Salernitana Atalanta sarà gara in cui si incroceranno diverse storie da ex sul prato dell’Arechi. La più importante è certamente quella di Ederson, che tornerà per la prima volta da avversario nel Principe degli stadi dopo l’indimenticabile salvezza dello scorso anno. Il centrocampista brasiliano trascorse solo sei mesi a Salerno, risultando però cruciale nella storica cavalcata del gruppo allenato da Davide Nicola.

Un gioiello chiave nella vetrina del 7%

Punta di diamante della rivoluzione di gennaio targata Walter Sabatini, Ederson interruppe la sua esperienza in prestito al Fortaleza, passando dal Corinthians alla Salernitana per circa 5 milioni. Il classe ’99 bruciò immediatamente le tappe, divenendo titolare fisso nello scacchiere di Nicola. Qualità, lampi e gamba del numero 13 completarono una mediana di assoluto livello, accanto alle geometrie di Bohinen e alla fisicità di Lassana Coulibaly.

Ederson chiuse lo scorso campionato con 15 presenze, arricchite da due gol e un assist. Il primo sigillo arrivò con la Sampdoria, nell’1-2 del Ferraris che avviò l’impresa salvezza. La seconda rete fu invece realizzata proprio contro l’Atalanta, nel match terminato 1-1 a Bergamo. In mezzo, l’assist per il gol di Verdi che permise di sbancare la Dacia Arena di Udine al 93′.

Saltata l’ultima gara di campionato all’Arechi contro l’Udinese (causa squalifica), il brasiliano fu poi ceduto in estate all’Atalanta, lasciando Salerno dopo un’esperienza breve ma molto intensa. Nell’incrocio con i granata dello scorso gennaio, Ederson siglò anche il gol dell’ex, firmando la settima rete nerazzurra nel match terminato 8-2 per la Dea. Gol dopo il quale il brasiliano evitò l’esultanza, in segno di rispetto verso la maglia indossata fino a pochi mesi prima.

Stopper dal percorso inverso

Il cammino del centrocampista dell’Atalanta si intreccia con quello di Matteo Lovato, altro ex della sfida. Il difensore, rientrato in nerazzurro la scorsa estate dopo il prestito al Cagliari, fu infatti inserito come pedina di scambio nella trattativa che portò Ederson a Bergamo.

Lovato iniziò la scorsa stagione con l’Atalanta, che lo acquistò dal Verona per 8 milioni più 3 di bonus. Il centrale classe ’00 trovò però poco spazio, giocando solo 6 partite in A (di cui 3 da titolare) e una in Champions League, subentrando all’Old Trafford nella sconfitta per 3-2 contro il Manchester United.

Lo scarso minutaggio portò al prestito in Sardegna e alla conseguente retrocessione, arrivata al termine di una volata salvezza persa proprio contro la Salernitana. Squadra alla quale Lovato si unì poi a luglio nell’ambito dell’affare Ederson. Un’operazione che valse alla Salernitana 21 milioni complessivi, divisi tra 14 cash e il cartellino del difensore di Monselice, valutato 7 milioni.

La novità Arechi e la beffa Marulla

Quello di domani sarà un incrocio col passato anche per Gian Piero Gasperini, che giocò a Salerno nel 1990-91. Il centrocampista ex Pescara ebbe notevole spazio con mister Ansaloni, militando nella Salernitana che tornò a giocare in Serie B dopo 23 anni. Un’attesa interrotta grazie alla promozione conquistata l’anno precedente da Di Bartolomei e compagni.

L’attuale tecnico nerazzurro disputò 37 partite in maglia granata nella prima stagione giocata dall’Ippocampo all’Arechi. Gasp segnò il suo unico gol all’ultima giornata nel 2-0 interno sul Cosenza, per poi perdere lo spareggio salvezza di Pescara vinto dai silani con rete di Marulla. La firma della bandiera dei Lupi condannò i granata al ritorno in C1.

Da allenatore, Gasperini vanta un ottimo bilancio contro la Salernitana: 3 vittorie e un pari in 4 precedenti, senza alcuna sconfitta. Con il Crotone, il tecnico di Grugliasco vinse 4-1 nell’ultima giornata di Serie B 2004-05. Risultato al quale si aggiungono le tre sfide dell’ultimo biennio in massima serie: l’anno scorso la Dea vinse 1-0 a Salerno e pareggiò 1-1 a Bergamo, prima di imporsi con il roboante 8-2 del match d’andata di questa stagione.

Una stagione agrodolce in prestito

Ha rappresentato la Salernitana – in tempi molto più recenti – anche Matteo Ruggeri, che salterà il match di domani per infortunio. L’esterno nerazzurro arrivò lo scorso anno in prestito a Salerno, risultando – insieme all’altro atalantino Zortea – uno dei primi innesti del mercato estivo targato trust. Partito come titolare inamovibile, il classe ’02 subì un brutto infortunio al flessore a Torino, fermandosi alla terza giornata di campionato.

Ulteriori contrattempi fisici ritardarono il rientro del mancino di San Giovanni Bianco, condizionando quella che avrebbe dovuto essere la prima vera stagione giocata con continuità in Serie A. Ruggeri rientrò poi nel finale, contribuendo con diverse buone prestazioni alla salvezza granata. Il ventenne di proprietà della Dea chiuse l’esperienza a Salerno con 14 presenze in campionato e una in Coppa Italia – servendo anche un assist – prima di tornare a Bergamo per restarvi in questa stagione.

Dal campo alla scrivania

In casa granata conserva un passato atalantino anche Giulio Migliaccio, responsabile dell’area tecnica del club di Iervolino. Il classe ’81 ha giocato sei anni e mezzo a Bergamo, divisi in due fasi. La prima partì a gennaio 2005, quando il classe ’81 – giunto a Bergamo dopo l’esperienza con la Ternana – fece il suo esordio in Serie A, per poi retrocedere a fine stagione. Il biennio seguente fu molto positivo, perché il mediano fu prima protagonista prima nella risalita dalla B alla massima serie e poi campionato 2006-07 chiuso con la salvezza.

Dopo un lustro al Palermo e una stagione con la Fiorentina, Migliaccio tornò a Bergamo nel 2013. Il centrocampista giocò con continuità per tre stagioni, prima del 2016-17, in cui il nuovo arrivato Gasperini lo impiegò col contagocce. Il calciatore napoletano annunciò infatti l’addio al calcio giocato, restando a Bergamo da dirigente fino al 2022. Poi la firma con la Salernitana e il ruolo di supporto al ds De Sanctis. In tutto, Migliaccio vanta 152 presenze e 6 gol con la maglia dell’Atalanta.