Home News Difesa impacciata e poco attenta. Cabral vivace ma predica nel vuoto.

Difesa impacciata e poco attenta. Cabral vivace ma predica nel vuoto.

Generose anche le prestazioni di Candreva e Legowski. Per il resto, partita da dimenticare in fretta.

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OCHOA 5: poco impegnato nel primo tempo, nessuna responsabilità sui due gol di Buongiorno e Radonijc. Responsabile, invece, sulla conclusione tutt’altro che irresistibile di Radonijc che chiude il match.

LOVATO 5: tempismo iniziale invidiabile, sia nel presidio dei sedici metri, sia nella chiusura laterale. Ancora perfetto nella diagonale che impedisce a Radonijc di gioire dopo un tiro a botta sicura. Però è anche protagonista dell’assist involontario che permette a Buongiorno di portare avanti i suoi. Potrebbe fare meglio anche nel contrasto della conclusione a giro di Radonijc che raddoppia.

GYOMBER 5: applicato in marcatura su Zapata, riesce ad anticiparlo spesso in avvio di gara. Preciso e puntuale anche nello stoppare l’incursione di Radonijc. Poi il colombiano sale di tono, nascondendogli il pallone e uscendo dalla marcatura, e il match diventa più complesso. Perde sicurezza, commette falli a ripetizione e viene anche ammonito. 46 TCHAOUNA 5,5: qualche buona intuizione, ma anche tante inutili leziosità che poco peso danno ai tentativi offensivi della squadra.

PIROLA 5: ingenuo nel consentire a Seck di sfruttare la fisicità per sfuggirgli lungo l’out destro. Troppo morbido nel contrasto aereo su Zapata in occasione del vantaggio torinista. Costantemente in affanno in marcatura sul colombiano nel secondo tempo, nonostante un Torino meno famelico sul terreno di gioco.

MAZZOCCHI 5: inizio timido su Lazaro, poi comincia a spingere con discreta efficacia, tentando l’assist filtrante, impensierendo Milinkovic con un cross teso e calciando fuori di poco dalla distanza. Rovina la ripresa tecnica con un controllo che diventa un assist per il raddoppio di Radonijc, sul quale oppone anche una scarsa reattività difensiva. Ancora assente in fase difensiva sul terzo gol del Toro.

BOHINEN 5: il calciatore attuale è il pallido ricordo del regista rapido di testa e di gambe ammirato due anni fa. Stenta a carburare e il suo apporto ad entrambe le fasi continua ad essere modesto e scontato. 46 MARTEGANI 6: gioca pulito e tranquillo, approfittando dell’attenuata fame torinista, ma è una regia pulita, priva dei sussulti, accelerazioni e verticalizzazioni, necessari per impensierire in maniera concreta la fase difensiva ospite.

LEGOWSKI 6: partita generosa, gioca tanti palloni, prova anche ad attaccare lo spazio senza palla e Ricci nell’uno contro uno. Uno dei più positivi nel primo tempo, nonostante una velleitaria percussione che consente al Torino di ripartire. Nella ripresa si abbassa e gli spetta un compito soprattutto di interdizione, perché la squadra ha tanti interpreti offensivi in campo. 67 KASTANOS 5,5: entra a gara compromessa, prova a dare un po’ di qualità alla manovra, ma lo fa senza particolare intensità e precisione.

BRADARIC 5,5: prestazione anonima, in avvio subisce il volitivo Bellanova, supporta poco la squadra quando prova con i compagni a salire di tono. Per lui un tentativo di sfondamento su sponda di Botheim facilmente neutralizzato dagli avversari. Non muta il tenore della sua prestazione anche nella ripresa. 68 FAZIO 5: una dormita difensiva non sfruttata da Zapata e Radonijc ed un gol sfiorato su palla inattiva, in un match già insignificante da diversi minuti.

CANDREVA 6: stop in corsa perfetto e tiro a giro che impensierisce solo marginalmente il numero uno piemontese. Non è continuo, vaga per il campo alla ricerca di spazi e palloni, come testimonia l’ottimo assist per Cabral che colpisce bene il pallone ma timbra il palo. Un altro spunto in avvio di ripresa, con tiro che termina sull’esterno della rete, ed una controfuga troppo lunga per andare a buon fine. Gara non indimenticabile, ma sufficienza sostanzialmente meritata in rapporto alle tante negatività espresse dai colleghi.

CABRAL 6,5: si muove subito senza palla e si procura l’opportunità di calciare in porta, ma Milinkovic para. Non teme l’uno contro uno, sgattaiolando tra più avversari. Pur eccedendo a volte nel dribbling, riesce sempre ad inquietare la diesa di Juric. Gradualmente esce dalla gara nella fase centrale del primo tempo, risultando anche leggero in un disimpegno che facilita un’azione insidiosa degli ospiti. Si riaccende nel recupero facendo partire un’offensiva granata, conclusa sfortunatamente da lui stesso che trova solo il palo pieno. Generosità e vivacità che conferma anche nel marasma generale del secondo tempo: dai suoi piedi partono gli unici tiri verso la porta di Milenkovic. L’ultimo ad arrendersi.

BOTHEIM 5,5: viene servito solo con palloni sporchi, che lui addomestica spesso conquistando preziose punizioni che fanno respirare la squadra. Buona anche la sponda per l’incursione centrale caotica di Bradaric. Poco può sul missile che gli arriva addosso e non riesce a tramutare in gol dopo la bordata di Cabral. Continua a latitare sul piano della cattiveria negli ultimi venticinque metri. 46 IKWUEMESI 6: esce bene dai blocchi difensivi, prova a dialogare con i compagni ma sbaglia i primi due palloni giocati. L’impegno c’è, come testimonia il tiro a giro che termina fuori di poco e i tentativi aerei; per valutarne la piena consistenza dovremo attendere gare più carismatiche da parte degli uomini di Sousa.

ALL.SOUSA 5: inizio ancora una volta timido. La squadra gioca a ritmi lenti, bada soprattutto a fronteggiare il possesso del campo del Toro, per provare a ribaltare l’azione con l’estro di Cabral e Candreva. La squadra però è impacciata, non nutre grande autostima e affida le sue velleità offensive al carisma estemporaneo dei suoi due trequartisti. Gli errori difensivi, gravi ed evitabili, permettono agli avversari di turno di trovare puntualmente la rete che mette in discesa il match. La squadra si scuote parzialmente ma viene definitivamente affossata da altre due disattenzioni difensive. La sensazione è che i suoi calciatori possano ritrovare sicurezza solo provando a giocare a calcio sin dalle prime battute. I ritorni di Dia e Coulibaly, affiancati da una mentalità diversa e dall’impiego della qualità disponibile, potrebbero invertire il negativo avvio stagionale.