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Frosinone – Salernitana: le tigelle

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BELEC 6: Pochi, pochissimi affanni nella sua serata allo Stirpe. Ostenta un paio di calzettoni arancioneri che, quant’è vera la Maronna, li ho visti indossare a una influencer americana su Instagram il giorno di Halloween, la discriminante è che quella era una sfaccimma di patana. Lui no.

AYA & GYOMBER 7: Solita partita gagliarda, attenta. I due centrali non lesinano legnate e chiusure tempestive. Al loro fianco mi presenterei a pesciafora in un locale di Medellin, alluccherei e mi piglierei la questione con chiunque senza aver paura di abbuscare.

MANTOVANI 6.5: Ho controllato: il modello di calzettone col buco dietro lo vendono al Sexy Shop di Mercatello.

CASASOLA 6: Le sue partite sono un enunciato di intermittenza. Tiago si accende, poi si spegne, poi si accende, poi si spegne, poi si accende, poi si spegne un’altra volta. Pare l’insegna della buonanima del Bar Bianchini.

KUPISZ 5.5: Prima di entrare sul terreno di gioco si beve una bottiglia di Sciardonné del CIESSE abusivo a Pastena che gli fa il malamente e ne inficia la prestazione. DZICZEK 5.5: Il ragazzo sembra quasi assente, è sicuramente scosso. Il motivo? Aveva trovato una ragazza che ci stava su Instagram, quando le ha chiesto qualche foto lei gli ha mandato l’iban. Ovviamente Patryk ha deciso di accontentare le richieste della giovine e, per tutta risposta, ha ricevuto la foto di una palla pelosa.

DI TACCHIO 6.5: Al 14esimo ricorda i bei tempi dell’oratorio di Trani, allucca “W IL PARROCO” e mena il pallone a sperdere. Partita attenta ma soffertissima per il nostro Ciccio, dove non arriva coi polmoni arriva con le offese: ha il merito di deridere la capigliatura di Zampano a inizio ripresa mandandolo in confusione e bloccandone le sortite.

CAPEZZI 5.5: Notevoli passi indietro rispetto alla maiuscola prova fornita contro il Lecce. Tenta un paio di conclusioni dalla distanza che hanno consistenza pressoché loffica. Oppure, per dirla coi versi del Maestro…

SCHIAVONE 6: Subentra al posto di Capezzi, gioca una mezzora abbondante ma me lo stavo quasi dimenticando, Andrea è un bravo ragazzo, si vede. Sempre silenzioso, secondo me quando andava alla scuola era uno di quei criaturi che aizavano la mano una continuazione ma la maestra non li pensava proprio, si fumava la sigaretta slim e ciccava dentro al bicchierino del cafè portato da Geraldo il custode.

LOPEZ 5: Al 34eismo prova una conclusione di collo esterno dalla lunghissima distanza coordinandosi come le ballerine volanti, una cosa raccapricciante. VESELI 89: Entra al posto di Lopez e sulla lavagnetta esce il numero 333 che, secondo la Sacra Bibbia, è quello di Gesù Cristo: è per questo che lo abbiamo ampiamente invocato.

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GIANNETTI 10.5: Stavolta il voto rispecchia il vero, Niccolò è il mio bersaglio preferito perché mi ricorda il bomber di Melito. Il fatto è che ieri sera era vivo e combattivo e poi, quando al 18esimo ha provato il gol con la mossa dello scorpione, mi stava per far affogare con le nucelle. TUTINO 6: Deve indossare mascherina e occhiali da sole – nonostante sia sera inoltrata – per non farsi riconoscere. Nella provincia di Frosinone, infatti, pende una taglia sul suo capo, merito di tutte le cose che ha gentilmente preso in prestito dall’Autogrill Macchia.

DJURIC 6: Buona prova per l’ariete bosniaco, gli viene asportato il malleolo in maniera coatta nel finale ma l’arbitro se lo fa passare per il cazzo. Quando si scioglie i capelli pare la Sirenetta. GONDO 7: Entra discretamente e poi il suo numero di maglia è leggenda, dice che George Best si stia arrevutando nel tavuto.

B******I 8: La cosa più sfiziosa della serata ciociara è il notevole imbarazzo provato dai telecronisti quando dovevano pronunciare il suo nome.

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